giovedì 2 giugno 2011
Sopravvisuta
Un velo di garza protegge il volto di Zahara dalle mosche nel reparto ustionati di un ospedale di Herat, in Afganistan. A volte le donne afgane si danno fuoco per sfuggire agli abusi tra le mura domestiche convinte di morire sul colpo, molte sopravvivono con ustioni gravi. (foto di Stephanie Sinclair).
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Living
Costituiscono in Giappone, dove sono nati, un movimento di giovani che scambiano la loro stanza per un surrogato del mondo circostante. Si chiamano Cosp (acronimo di costume players) e cercanodi"importare" nella realtà quotidiana la vita dei personaggi dei computer games.

Nel Black Rock Desert in Nevada, ad esempio, ogni anno 50mila persone partecipano al Burning Man Festival: per una settimana, giovani, artisti, ex hyppies o inguaribili drop-out si impegnano a costruire i frammenti di un proprio sogno abitato. Vivono in case costruite al momento o in veicoli riadattati, praticano solo l'economia del baratto. La catarsi finale è il grande incendio dell'ultimo giorno: i sogni, tra le fiamme, muoiono all'alba e riconsegnano al deserto la cenere fertile di utopie andate in fumo insieme a una visione del mondo fondata sul principio di razionalità e di finalità. Queste esperienze ci confermano la crisi del concetto di "standard" e sollecitano l'architettura a governare i processi di trasformazione abbandonando la facile strada del conformismo.L'esplorazione delle maniere in cui viviamo, abitiamo, ci sentiamo a casa anche quando questa non corrisponde a uno spazio fisico ma a un ambiente culturale, è questo il messaggio della mostra al Louisiana Museum di Copenhagen, intitolata «Living» aperta fino al 2 ottobre 2011.
La rassegna ci propone di guardare antropologicamente all'architettura, di leggerla come racconto dei sogni e delle speranze, dei rituali e delle ideologie, sia individuali sia collettive, che stanno dentro e dietro gli scenari costruiti.


Nel Black Rock Desert in Nevada, ad esempio, ogni anno 50mila persone partecipano al Burning Man Festival: per una settimana, giovani, artisti, ex hyppies o inguaribili drop-out si impegnano a costruire i frammenti di un proprio sogno abitato. Vivono in case costruite al momento o in veicoli riadattati, praticano solo l'economia del baratto. La catarsi finale è il grande incendio dell'ultimo giorno: i sogni, tra le fiamme, muoiono all'alba e riconsegnano al deserto la cenere fertile di utopie andate in fumo insieme a una visione del mondo fondata sul principio di razionalità e di finalità. Queste esperienze ci confermano la crisi del concetto di "standard" e sollecitano l'architettura a governare i processi di trasformazione abbandonando la facile strada del conformismo.L'esplorazione delle maniere in cui viviamo, abitiamo, ci sentiamo a casa anche quando questa non corrisponde a uno spazio fisico ma a un ambiente culturale, è questo il messaggio della mostra al Louisiana Museum di Copenhagen, intitolata «Living» aperta fino al 2 ottobre 2011.
La rassegna ci propone di guardare antropologicamente all'architettura, di leggerla come racconto dei sogni e delle speranze, dei rituali e delle ideologie, sia individuali sia collettive, che stanno dentro e dietro gli scenari costruiti.
mercoledì 1 giugno 2011
River of Ice
Per la prima volta in Europa,in mostra al museo trentino le opere dell'alpinista documentarista David Breashears. Un incontro tra passato e presente, tra la maestosità dei ghiacciai di un tempo e le loro compromesse realtà contemporanee.

Glacier Works è un insieme di fotografie-ricerca per dire che i fiumi di ghiaccio non staranno per sempre a guardarci, perché il surriscaldamento del globo terrestre mette in pericolo la esistenza stessa di queste preziose risorse. “River of Ice” vanishing glaciers of Himalaya, diventa uno spunto e un monito per valutare a quanto siamo arrivati oltre il limite della tolleranza nel non rispetto del pianeta e delle sue risorse naturali.
"La neve e il ghiaccio accumulati all’interno del magnifico arco dei ghiacciai di alta quota in Himalaya sono fonti essenziali di acqua stagionale per quasi tutti i sistemi fluviali dell’Asia, dal fiume Indo ad ovest al Fiume Giallo ad est, con il Gange, il Brahmaputra, l’Irrawaddy, il Salween, il Mekong, e gli affluenti dello Yangtze. Se lo scioglimento dei ghiacci continua al ritmo attuale, questi ghiacciai non saranno in grado di mantenere un equilibrio generale, e si avrà in definitiva un’interruzione della fornitura d’acqua per centinaia di milioni di persone a valle."
Glacier Works è di forte impatto visivo e immediatamente rende l’idea di quelli che sono i cambiamenti del clima, sulle magnificenze delle dimensioni grandissime dell’Himalaya, senza confronto è l’effetto che queste fotografie scatenano in chi le guarda
Al Museo tridentino di scienze naturali (Trento, via Calepina 14) fino al 10 luglio 2011

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