"Un piccolo film sulla felicità"
giovedì 2 aprile 2015
d: video
"Un piccolo film sulla felicità"
lunedì 3 settembre 2012
Zèlia Gattai
Zélia Gattai
São Paulo 1916 - Salvador 2008
Durante la dittatura di Getulio Vargas, suo padre viene gettato in carcere e torturato, con l’accusa di essere un sovversivo. Quando ne esce, la sua salute è minata a tal punto che muore di febbre tifoide nel 1940, all’età di 54 anni. «Tu sei la mia speranza» dice alla figlia. Ciò spinge Zélia a impegnarsi ancor più e a lottare per la giustizia. Nel maggio 1945 partecipa ai movimenti per i diritti sociali e collabora alla preparazione dei comizi per l’amnistia dei prigionieri politici. In questa occasione conosce lo scrittore Jorge Amado che già è molto noto e ha patito il carcere e l’esilio per l’impegno nella sinistra brasiliana. I suoi libri sono stati sequestrati e bruciati nella pubblica piazza. Zélia li ha letti tutti. Considera Jorge un uomo coraggioso e pieno di fascino. L’amore tra i due nasce con la complicità di una canzone di Dorival Caymmi, amico di Jorge e con una singolare dichiarazione di amore, alla quale assiste un illustre amico: Pablo Neruda. Inizia così la loro vita in comune e Zélia collabora con Jorge occupandosi della revisione dei testi dei romanzi. Lo sostiene anche nella campagna elettorale come deputato alla Camera federale, ove viene eletto nel 1946: rimangono memorabili le leggi da lui proposte sul diritto d’autore e la libertà di religione. La coppia trasloca a Rio de Janeiro dove l’anno successivo nasce il figlio João Jorge, ma quando il partito comunista (PCB) viene dichiarato illegale, Zélia è costretta all’esilio con la sua famiglia. Dal 1948 al 1952 vive a Parigi (frequenta il corso di Lingua e Civiltà Francese alla Sorbonne) e poi si trasferisce con Jorge in Cecoslovacchia ove nasce Paloma Amado, la seconda figlia. In questo periodo inizia l’amicizia con intellettuali e artisti come Pablo Picasso, Nicolas Guillén, Jean Paul Sartre, Anna Seghers e Simone de Beauvoir con la quale stringe un’amicizia che durerà nel tempo. Scrive Simone de Beauvoir (La forza delle cose): «Per Zélia provai una simpatia immediata. Lei doveva alla sua origine italiana una natura e una freschezza giovanili, aveva molto carattere e comunicativa, uno sguardo acuto, la lingua pronta. Trovai molto tonica la sua presenza, anzi è una delle poche donne con le quali abbia riso!». Durante l’esilio Zélia si dedica all’arte della fotografia e registra ogni momento importante della vita dello “scrittore di Bahia”. Quando torna in Brasile, insieme a Jorge abita a Rio de Janeiro e, pur non essendo iscritta al PCB, ne è militante: viene designata per la raccolta dei fondi e organizza, anche nelle favele, seminari nei quali racconta l’esperienza vissuta durante l’esilio. Rimane comunque e sempre una “libera pensatrice”. Nel 1963 insieme ai figli e a Jorge sceglie di vivere a Salvador, nel quartiere di Rio Vermelho e qui rimane fino alla morte di Jorge, avvenuta nel 2001. «Per 56 anni Jorge Amado é stato mio marito, il mio maestro, il mio amore». Questa frase Zélia Gattai ama ripeterla in tutti i discorsi ufficiali. La famosa casa, piena di ricordi e oggetti acquistati in ogni parte del mondo, sta per divenire oggi un Memoriale aperto al pubblico. In quella casa entrarono persone comuni e amici illustri del mondo intero come Frida Kahlo, Diego Rivera, Lina Wertmuller, Marcello Mastroianni, Sofia Loren. Zélia esordisce come memorialista nel 1979, all’età di 63 anni, con il libro Anarchici grazie a Dio, nel quale scrive i ricordi legati ai genitori, alla sua infanzia e adolescenza ricche di avvenimenti legate alla vita degli emigranti italiani a São Paulo agli inizi del Novecento. È un grande successo con 200.000 copie vendute in Brasile. Rete Globo ne ricava una fortunata miniserie diretta da Walter Avancini. Da questo momento in poi, utilizzando un linguaggio diretto e intriso di emozione, Zélia racconta le incredibili memorie sue, della famiglia Gattai, della famiglia Amado e di tanti amici. Fra le sue opere ricordiamo Un cappello da viaggio (1982), il libro di fotografie Reportagem incompleta (1987), con traduzione in francese a cura di Pierre Verger, Giardino d’inverno (1988), Chão de meninos (1992), La casa di Rio Vermelho (1999), Città di Roma (2000), Jonas e a sereia (2000), Códigos de família (2001), Jorge Amado um baiano sensual e romântico (2002), Vacina de sapo e outras lembranças (2005), Cronaca di una innamorata (2007).
La materia prima di quasi tutta l’opera letteraria di Zélia è la sua stessa memoria che le permette di riscattare un secolo di vita delle sue radici familiari attraverso uno stile semplice e preciso. Dalle narrazioni emerge una vitalità contagiante, un canto di amore alla vita, sì, aspra e piena di ostacoli, ma fatta per essere vissuta con generosità, affrontata senza alcun senso drammatico.
«Continuo a trovare grazia nelle cose e nelle persone. Continuo ad avere curiosità della vita e mi sento immune dalle amarezze e dai rancori».
Anche per questa qualità della sua persona e della sua scrittura Zélia viene considerata oggi la più grande memorialista brasiliana ed è di fondamentale aiuto nella ricostruzione dell’emigrazione italiana a São Paulo fra Otto e Novecento.
Sue sono le fotografie più importanti che esistono oggi di Amado: 30.000 negativi circa si trovano nella Fondazione Casa de Jorge Amado, la casa azzurra di quattro piani nel centro storico di Salvador, polo culturale amorevolmente diretto dalla poetessa Myriam Fraga che ospita il fondo Amado e il fondo Gattai. Nel 2002 Zélia entra a far parte dell’Accademia Brasileira di Letras di Rio, di Salvador e di Ilhéus.
La sua carriera letteraria è costellata di successi e riconoscimenti internazionali (Commendatore di Arti e Lettere in Francia, il Gonfalone d’Argento della Regione Toscana; il grado di Grande Ufficiale della Stella della Solidarietà italiana, concessole dal Presidente Giorgio Napolitano nel 2007 e consegnato da Michele Valensise, ambasciatore d’Italia in Brasile; la Laurea Honoris Causa presso la Universidade Federal da Bahia).
Zélia Gattai, Anarchici, Grazie a Dio Milano, Sperling & Kupfer 2002
Zélia Gattai, Un cappello da viaggio Milano, Sperling & Kupfer 2006
Antonella Rita Roscilli, Zélia de Euá, Rodeada de Estrelas Salvador, Casa de Palavras 2006
Fondazione Jorge Amado (sito ufficiale)
Antonella Rita Roscilli
martedì 17 luglio 2012
Nellie Bly

Ha 25 anni quando il 14 novembre 1889 partì da New York per il suo viaggio di 40.000 chilometri."Settantadue giorni, sei ore, undici minuti e quattordici secondi dopo la sua partenza da Hoboken" (25 gennaio 1890) Nellie arrivò a New York. Un record all' epoca per la circumnavigazione della terra, anche se venne migliorato pochi mesi dopo da George Francis Train, che completò il viaggio in sessantadue giorni. Nel suo viaggio visitò Regno Unito, Giappone, Cina, Hong Kong, e anche Amiens, Brindisi, Colombo, e San Francisco. Fu inoltre la prima donna a viaggiare attorno al mondo senza essere accompagnata ovunque da uomini e divenne un modello per le donne di ogni dove.
Accolta in maniera trionfante a New York racconta il suo tour in maniera piacevole e divertente , non nascondendo difficoltà errori e fatiche della sua impresa . Morirà all'età di 57 anni di polmonite. A Brooklyn c'è un piccolo parco di divertimenti che porta il suo nome e che ha come tema Il giro del mondo in 80 giorni.
Nellie Bly " Il giro del mondo in 72 giorni " Mursia 2007
lunedì 2 aprile 2012
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giovedì 8 marzo 2012
Maria la coraggiosa



domenica 8 gennaio 2012
venerdì 16 dicembre 2011
Carmen. Le ragazze Rom di Nisida-al Caffe' Florian


mercoledì 14 dicembre 2011
Donne Donne Donne




D. foto


domenica 13 novembre 2011
La baronessa ed i suoi quadri
Maria Lùcia è nata a Pindamonhangaba (di cui è divenuta cittadina onoraria), città del Brasile sita a circa cento Km da San Paolo. Laureatasi in Pedagogia , si trasferisce a Parigi dove prosegue negli studi seguendo corsi all´Università della Sorbona ed entrando nel mondo della moda. A Parigi fonda il "Paris Tour Eiffel" sotto l´egida dei Lyons Club, ed è nominata Membro d´onore del Lions Club Paris Doyen de France. Sempre oltr’alpe crea e organizza delle Soirée Brasilienne al Pavillon Dauphine, che diviene in breve tempo la serata più importante nel caleidoscopio del Jet Set di Parigi.
Si trasferisce a Milano nel 1984.
Si dedica alla pittura utilizzando materiali particolari e mai usati prima d´ora, come: alcantara,, argento, oro zecchino in foglia utilizzando una tecnica mista e inedita nel mondo dell’arte
Molti dei suoi soggetti si riferiscono al mondo della sua infanzia brasiliana e dall´ispirazione che in lei suscita tutto il mondo femminile e la sua sensualità, del quale riesce a scorgere gli angoli più segreti e spirituali.
Oltre alla pittura la Baronessa a Milano si dedica a molte opere sociali e diviene creatrice ed organizzatrice de Il Dono dell’Umanità, riconoscimento (giunto alla quinta edizione) che ogni anno attribuisce un premio a 12 soggetti che si siano resi meritevoli di particolari opere benefiche e sociali.
Scrive Giorgio Falossi: " E´ il disegno che si arricchisce di fantasie, è la gestualità che si riempie di colore, così come di bellezze femminili e di ornamenti vari e splendenti di una vita fatta di momenti di gaia giovinezza. Nella sua pittura scopriamo come il colore dia vita alla luce che inonda composizioni dove il bianco ghiacciato si alterna con il rosso tizianesco e tutto si rifrange negli occhi di una creatura. Perché Maria Lucia Soares dà agli occhi la possibilità di esprimere il senso della vita, mentre la rappresentazione del corpo ne rilancia il piacere. Un linguaggio che ha il dono di creare la grande armonia dell´essere." (Giorgio Falossi).Presidente della Casa Editrice “Il Quadrato”,uno dei piu noti critici d’arte di Italia.
mercoledì 9 novembre 2011
Domani il sole dovrà camminare da solo-Nahui Olin


sabato 17 settembre 2011
Lathmar Holi'



giovedì 7 luglio 2011
Le figlie perdute della Cina


mercoledì 29 giugno 2011
Da nord a sud alla ricerca di volti, storie
Nel mese di marzo 2011 è partito un camper molto particolare perchè non va in cerca di luoghi ameni ma ricerca volti e storie particolari come quella di Ursula – transessuale di Genova – oppure Piera e la sua casa fatta di mura ”trasudanti, unti, crepati, lividi, marcescenti, verminosi”. Numerose sono le città già attraversate dal camper e altre ancora saranno raggiunte, il viaggio è lungo…fino a marzo 2012. Tutto ciò rientra nel progetto denominato: Itaca. Storie d’Italia. Fatto per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Tale progetto è stato affidato al fotografo Giovanni Marrozzini.
Siamo sicuri che al termine di questo viaggio nei sentimenti, nell’animo umano verrà fuori una Italia non sempre “visibile” ma che pulsa e chiede giustizia una giustizia comprendente solidarietà, sensibilità. Forse, anzi sicuramente, dovremmo essere impegnati tutti noi a ricercare la suddetta giustizia.
giovedì 14 aprile 2011
Nan Goldin





domenica 27 marzo 2011
Kara walker

Kara Walker è afroamericana e si occupa di razzismo;
È femmina e lavora sulle questioni di genere, di emancipazione, sui rapporti di potere tra uomo e donna, ma non può non ricordare che «per lungo tempo il femminismo ha ignorato le donne nere. Quando è cominciata la battaglia per il diritto al lavoro – non quella attuale per la parificazione dei compensi, proprio la prima lotta perché alle donne fosse permesso di lavorare fuori casa – le donne di colore in realtà stavano lavorando già da secoli: lavoravano per le donne bianche».
Nell'arte in bianco e nero della Walker, il torto e la ragione si cercano nelle sfumature. Ci sono solo antieroi e antieroine, e la comprensione della verità filtra attraverso le ombre.
La sua opera appare unicamente e inconfondibilmente incentrata sulla realizzazione d'intensi cicli iconografici, nere silhouettes declinate e articolate in scala ambientale, che si stagliano nette sul bianco del contenitore espositivo, mettendo in scena il potere, le inquietanti e paradossali ottusità di razziali, sessuali, culturali prevaricazioni e sopraffazioni.
Kara Walker, A negress of noteworthy talent (25 marzo - 3 luglio)
Fondazione Merz - via Limoni 24 10141 Torino, Italia
Mara



