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giovedì 24 settembre 2015

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Martedì 22 settembre,  al Teatro Alessandrino, è andato in scena lo spettacolo Café Jerusalem, con gli attori Carla Peirolero, Pino Petruzzelli e con i Radioderwish e le loro musiche originali.  L’evento organizzato dall'associazione di volontariato "L'Ulivo e il Libro", fondata nel 2009 da don Walter Fiocchi, con obiettivo di  favorire la cultura della Pace, il rispetto dei Diritti Umani, la nonviolenza e la solidarietà.
È la storia d'amore tra Nura, palestinese di fede cristiana, e l'ebreo Moshe (Pino Petruzzelli): un amore che diventa paradigma per raccontare una città intera e un pezzo di storia che continua ad essere ancora oggi. Lei lavora in un Café, con tutta la famiglia. È già sposata - un matrimonio imposto dai costumi tradizionali - delusa eppure viva; lui passa per caso davanti al locale e, pur accortosi di lei, non la guarda quasi mai. Ed è in quel quasi che si gioca il tutto, la forza di una amore proibito che li sorprende e il travolge. 
 http://www.alessandrianews.it



giovedì 16 aprile 2015

d:video


"Madre Terra tieni duro
Madre Terra violentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo "



giovedì 5 marzo 2015

d: video



Rapt è il titolo del  singolo di Karen O al secolo Karen Lee Orzołek, cantante sudcoreana naturalizzata statunitense nonché voce della band alternative e indie rock statunitense Yeah Yeah Yeahs. Originale quanto inquietante videoclip  interamente girato sott’acqua.




mercoledì 3 dicembre 2014

Giornata Internazionale Disabilità




"Le persone non capiscono che non è necessario essere alti 1,80 m per essere umani. Quello che conta è ciò che c'è nella testa e nel corpo. E soprattutto nella propria anima."Michel Petrucciani

giovedì 1 agosto 2013

VIDEO




"Manichini, il silenzio ammazza", singolo realizzato dal gruppo per raccogliere fondi in favore dell’Associazione fondata da Don Ciotti la canzone di questo videoclip, realizzato da Gigi Piana, e proposta sul sito di XL

giovedì 18 aprile 2013

In My Place - Coldplay per Oxfam


Video  realizzato dai fan del gruppo  Coldplay sulle note di "In my place" per raccontare il dramma di chi viene espulso dalla propria terra.



Al mio posto, al mio posto 
c’erano confini che non avrei dovuto cambiare 
ero perso, oh si 

ero perso, ero perso 
ho attraversato confini 
che non avrei dovuto attraversare 
ero perso, oh si 

si, per quanto ancora devi aspettarlo? 
si, per quanto ancora davi pagare per esso? 
si, per quanto ancora devi aspettarlo? 

ero spaventato, ero spaventato 
stanco e scarsamente preparato 
ma io ti aspetterò 

se andrai via, se andrai via 
e mi lascerai qui da solo 
io ti aspetterò 

si, per quanto ancora devi aspettarlo? 
si, per quanto ancora davi pagare per esso? 
si, per quanto ancora devi aspettarlo? 

per favore, per favore, per favore 
torna e canta per me 
vieni e canta ora, ora, ora 
vieni e canta 

al mio posto 
c’erano confini che non avrei dovuto cambiare 
ero perso, oh si, oh si 



martedì 19 febbraio 2013

rom in rap





Gang Styler Boys è una band rap formata da ragazzi di etnia rom che vivono nel campo nomadi di via Novara (Milano). Vita da rap è il pezzo che più di ogni altro fa capire cosa è la vita in un campo rom, parla dei sogni che hanno tutti gli  adolescenti solo che questi vivono  in un campo nomadi e quindi oltre ai sogni comuni, ci sono le aspettative per un futuro fuori dal campo, dei topi che gironzolano tra le roulottes e della voglia di raggiungere il successo anche per venire fuori da questa vita grama e di esclusione.


Con questa canzone di chiude un periodo della loro vita perchè il campo sarà definitivamente chiuso.

martedì 5 febbraio 2013

Violeta del Carmen Parra Sandoval


"Ogni artista ha l’obbligo di mettere la
sua creativita’ al servizio degli uomini. Oggi non si deve cantare piu’
di ruscelletti e di fiorellini. Oggi la vita e’ piu’ dura e la
sofferenza del popolo non puo’ essere disattesa dall’artista."






Violeta del Carmen Parra Sandoval (San Carlos, 4 ottobre 1917 – Santiago del Cile, 5 febbraio 1967) è stata una cantante, poetessa e pittrice cilena. A Violeta Parra si deve un'importante opera di recupero e diffusione della tradizione popolare del Cile, opera proseguita poi dal movimento della Nueva Canción Chilena. Nelle sue canzoni sono sempre presenti la denuncia e la protesta per le ingiustizie sociali. 
Sorella di Nicanor Parra, Violeta vive un'infanzia difficile a causa delle ristrettezze economiche in cui versa una famiglia numerosa composta da dieci fratelli. Proprio questi problemi la spingono a cercare di guadagnare qualcosa cantando e suonando insieme ai fratelli per le strade, nei circhi e persino nei bordelli.
Nel 1937, si trasferisce a Santiago del Cile dove conosce e sposa Luis Cereceda. Da questo matrimonio, finito nel 1948, nascono i figli Ángel e Isabel, che in seguito seguiranno le orme delle madre diventando anch'essi cantanti.
Violeta lavora suonando nelle sale da ballo e talvolta per piccole stazioni radio. Incomincia intanto ad interessarsi alla ricerca delle tradizioni popolari del suo paese.
Nel 1949 si sposa nuovamente e da questo nuovo legame nascono le figlie Luisa e Rosita Clara.
Nel 1953, dopo un recital a casa di Pablo Neruda viene chiamata da Radio Cile per un programma sul folclore locale. Nel 1954 riceve il premio Caupolicán ed inizia una serie di tournée che la porteranno in Europa, in occasione del Festival della Gioventù di Varsavia, ed in Unione Sovietica. Soggiorna poi a Parigi per quasi due anni, tornando in Cile nel 1956 dove inizia ad unire all'attività musicale (recital e ricerca) quella di pittrice.
Nel 1960 incontra il musicologo e antropologo svizzero Gilbert Favre, che diventerà l'amore della sua vita e al quale dedicherà centinaia di canzoni d'amore, tra cui le più conosciute sono Corazón maldito, El Gavilán, Gavilán, Qué he sacado con quererte, Run Run se fue pa'l Norte.
Nel 1961 torna in Europa, accompagnata dai figli Isabel e Ángel, per una lunga tournée che la porta anche in Italia. Nel 1964 è la prima donna latinoamerica ad esporre le proprie opere in una personale al Museo del Louvre (sezione Arti decorative). Nel 1965 ritorna in Cile. Qui installa un grande tendone (la carpa de la Reina) alle porte della capitale Santiago, che nelle intenzioni della Parra deve essere un centro culturale concentrato nella ricerca sul folclore cileno (Centro delle Arti). È sostenuta dai suoi figli e da altri artisti come Patricio Manns, Rolando Alarcón e Víctor Jara, ma non riesce ad interessare il grande pubblico.
Nel 1966 registra dei nuovi dischi, viaggia in Bolivia, dà una serie di concerti nel sud del Cile e poi torna a Santiago per continuare il suo lavoro artistico al Centro delle Arti. Qui scrive le sue ultime canzoni.
La sua relazione sentimentale con Gilbert Favre finisce. Lui parte per la Bolivia, dove diviene il co-fondatore del gruppo musicale Los Jairas. Questo dramma personale ispira a Parra una delle sue canzoni più conosciute: Run Run se fue pa'l Norte. Sempre nel 1966 Parra registra quello che sarà il suo ultimo disco: Gracias a la Vida, Volver a los 17, Rin del angelito sulla mortalità infantile, Pupila de águila, Cantores que reflexionan e El albertío.
Il 5 febbraio 1967, all'età di cinquant'anni, colpita da una grave forma di depressione, Violeta Parra mette fine ai suoi giorni. La sua canzone Gracias a la Vida è considerata il suo testamento spirituale ed è stata interpretata da numerosi cantanti.
Nel 1970 viene pubblicata la raccolta di versi Décimas, da cui il gruppo degli Inti-Illimani, insieme ad Isabel Parra, ha tratto la cantata Canto para una semilla.
Una raccolta di testi delle sue canzoni, con notevole apparato critico, è stata pubblicata in Italia col semplice titolo Canzoni.
Fondazione Violeta Parra 
Nel 1991 è stata creata una fondazione a lei dedicata. Attualmente ne è presidente la figlia Isabel Parra. La fondazione ha lo scopo di riunire ed organizzare l'opera di Violeta Parra.





(...)Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto,
così distinguo gioia e dolore
i due materiali che formano il mio canto
e il canto degli altri che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio proprio canto.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto."

Gracias a la vida - Violeta Parra (1965)


Forse il più bell'inno alla vita in forma di canzone che sia mai stato scritto al mondo.

venerdì 21 dicembre 2012

FOTO - Bish Bosch




 “Bish Bosch”, il nuovo capolavoro di uno straordinario artista , Scott Walker,  nella lingua slang significa “lavoro fatto, in ordine” e omaggia apertamente l’opera visionaria e composita di un altro artista immenso e schivo: il pittore olandese Hieronymus Bosch. Scott Walker torna sei anni dopo “The Drift”, che aveva sconvolto il panorama musicale con il suo spessore plumbeo, e sale un altro gradino verso la leggenda. Un disco ogni decennio per spostare l’orizzonte dell’inarrivabile e dell’inascoltato un po’ più in là.

Scott Walker, nome d'arte di Noel Scott Engel (Hamilton, 9 gennaio 1943), è un cantante e compositore statunitense, fondatore dei The Walker Brothers.
Anche se statunitense di nascita, ebbe i maggiori successi della sua carriera nel Regno Unito, a cavallo tra la decade degli anni sessanta ed i settanta, prima con il gruppo citato, poi da solista.
Fece il suo debutto a Londra negli anni sessanta con il trio di finti fratelli The Walker Brothers.
Divenne celebre per i suoi adattamenti in inglese delle canzoni di Jacques Brel e per alcune canzoni molto moderne per l'epoca (tra cui The Plague e The Old Man's Back Again (Dedicated To The Neo-Stalinist Regime). (wikipedia)

domenica 28 ottobre 2012

Hey you






Hey tu! 
la fuori al freddo,

che invecchi sempre più solo,
riesci a sentirmi?


Hey tu,

che stai per strada
con i piedi stanchi e un sorriso che si spegne,
riesci a sentirmi?

Hey tu,
non aiutarli a sotterrare la luce,
non arrenderti senza lottare.

Hey tu,
la fuori da solo,
seduto nudo vicino al telefono
vorresti toccarmi?

Hey tu,
con le orecchie al muro
aspetti che qualcuno chiami
vorresti toccarmi?

Hey tu,
mi aiuteresti a portare la croce
apri il tuo cuore, sto tornando a casa.

Ma era solo fantasia.
Il muro era troppo altro, come puoi vedere.
Non ha importanza quando avesse tentato, non ha potuto liberarsi
e i vermi rodevano la sua mente.

Hey tu,
la fuori nella strada,
che fai sempre quello che ti viene detto,
puoi aiutarmi?

Hey tu,
la fuori dietro il muro
che rompi bottiglie nel vicolo,
puoi aiutarmi?

Hey tu,
non dirmi che non c'è più  alcuna speranza,
insieme resisteremo, divisi cadremo.

(Hey you - Pink Floyd)

domenica 6 maggio 2012

IMAGINE










Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

John Lennon

venerdì 9 marzo 2012

Quello che manca al mondo




è un poco di silenzio

quello che manca in questo mondo

è il perdono che non vedo e non sento

tutta la gente intorno sogna

di cavalcare il temporale

quello che serve alla vita

è acqua e sale
io non sono quell’uomo che aveva un sogno

che ne è stato dei sogni di questo tempo

Di che cosa parliamo in questa vita

Di che cosa nutriamo i nostri figli
Quello che mancherà domani

è un monumento all’uguaglianza

quello che manca già stanotte

sono mille parole d’amore

perché c’è gente che parla d’amore

in una lingua morta,

sono vivi e gli basta e sanno aspettare,

ma in questa estate che sembra

piuttosto dicembre
non tutto va bene oppure sì,

se vi pare.
Quello che manca al mondo

lo vedo bene coi miei occhi

quello che manca in questo mondo

non lo posso raccontare

io non sono quell’uomo

che aveva un sogno

e nemmeno l’artista che aveva un dono

ma anche un solo pensiero fa strada,

come tutte le grandi illusioni.
Quello che manca al mondo

è un poco di silenzio

quello che manca in questo mondo

è il perdono che non vedo e non sento

quello che manca al mondo
è un poco di silenzio.

Ivano Fossati

giovedì 1 marzo 2012

Cosa sarà ... ciao Lucio !



Cosa sarà che fa crescere gli alberi la felicità
che fa morire a vent'anni anche se vivi fino a cento
cosa sarà a far muovere il vento
a fermare il poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato cosa sarà
che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all'ombra di un desiderio
cosa sarà
che ti spinge ad amare una donna bassina e perduta
la bottiglia che ti ubriaca anche se non l'hai bevuta
cosa sarà
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c'è cosa sarà
che ti fa comprare di tutto anche se è di niente
che hai bisogno cosa sarà
che ti strappa dal sogno
cosa sarà
che ti fa uscire di tasca dei no, non ci sto
ti getta nel mare e ti viene a salvare
cosa sarà che ti dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare
cosa sarà
che ti fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare a sera con un amico
a parlare del futuro cosa sarà
questo strano coraggio o paura che ci prende
e ci porta ad ascoltare la notte che scende
cosa sarà
quell'uomo e il suo cuore benedetto
che sceso dalle scarpe e dal letto si è sentito solo
e come un uccello che in volo
e come un uccello che in volo
si ferma e guarda giù.


Ancora la ricerca del misterioso movente della vita. L'apostolo Paolo agli ateniesi "Quello che voi adorate senza conoscere... il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene dà a tutti la vita e il respiro ad ogni cosa.... Ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché gli uomini lo cercassero, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. "

lunedì 26 dicembre 2011

…corde oblique….

La critica ha parlato davvero bene di questo cd, l’ultimo della produzione di Riccardo Prencipe e le sue Corde Oblique, ed era tempo che anche Slowcult se ne occupasse con un ascolto approfondito. E meritato, diciamolo subito, ché A hail of bitter almonds è di certo un prodotto di grande talento e raffinatezza musicale. Prencipe è alla sua sesta prova, nonostante la sua giovane età, la quarta con Corde Oblique dopo aver inciso i suoi due primi cd con il gruppo Lupercalia già nel 2000 e nel 2004. Partenopeo e coltissimo (storico dell’arte), il Maestro Prencipe cura l’aspetto compositivo dalla musica ai testi, passando per gli arrangiamenti e per la scelta dei collaboratori che contribuiscono a dare suoni molto particolari e riconoscibili alla sua musica, e momenti molto originali come il flauto di pan suonato sulla sesta traccia, Slide.
L’etichetta di genere, “Ethereal-NeoFolk”, dice abbastanza poco, come spesso accade, su quindici brani molto diversi tra loro che si dispiegano come una sinfonia, con momenti dal maestoso all’intimo, dove le voci (quelle femminili soprattutto) e un violino elegantissimo, legano a sé suoni diversi e mai campionati in un affresco che alla fine produce effetti acustici rock più vicini al prog che al folk, seppure la coloritura folcloristica e mediterranea resta sempre viva e forte, ampliando molto la potenza espressiva e la portata graffiante di alcune tracce, come ad esempio in Arpe di Vento, oppure nel cantato popolare di La madre che non c’è e La pietra bianca, o nell’arrangiamento flamenco di Crypta Neapolitana dove si apprezza forse al meglio l’arpeggio sopraffino di Riccardo Prencipe.
In tutto questo, non si perde mai il rock – salvo in un paio di pezzi a mio avviso troppo melodici, uno dei quali scelto (ahimè) per il video ufficiale – che rendono questo album assolutamente trasversale.
E se questo cd non piacesse comunque, varrebbe in ogni caso il prezzo del biglietto la strepitosa cover di Jigsaw falling into place dei Radiohead: che l’adorato Thom Yorke non mi fulmini, ma questa versione ha una potenza, una spinta addominale e diaframmatica che nell’originale manca; è un pezzo che entra nelle vene e resta attaccato alle viscere.
Spiace dirlo, ma questo lavoro meriterebbe una scena musicale live ben più ricca e sprovincializzata di quella italiana, e infatti il gruppo ha esperienze interessanti di live europei.

tratto da: www.slowcult.com

domenica 27 novembre 2011

L'orchestra dei rom - Ragazzi prodigio


Ragazzi prodigio pronti al debutto.
I nomadi a Milano sono 2128: martedì Amnesty International presenterà il nuovo rapporto sui rom in Italia. Domani 27 novembre primo concerto al Conservatorio di Milano. Il presidente Napolitano li ha invitati al Quirinale.


Leonard ha imparato a suonare il violino guardando video su YouTube. «Con lo spartito mi annoio, allora vado a orecchio». Edward ha le dita che volano, e fa su e giù sulla fisarmonica anche mentre il professore, paziente, spiega per la centesima volta le variazioni di Vivaldi. Leonard ed Edward sono fratelli, cresciuti all’ex campo nomadi di Triboniano. Due volte a settimana le loro giornate si trasformano: diventano i solisti dell’orchestra dei bambini rom, compagnia buffa e spericolata di venti ragazzini tra i cinque e i diciassette anni, fiore all’occhiello del Conservatorio di Milano. Dopo un anno di lezioni, ogni mercoledì e sabato, per l’orchestra è arrivato il momento del primo concerto. Domani, nella scuola di musica più prestigiosa della città. Sala Verdi, quella nobile, 1600 posti a sedere. «Sono agitatissimi» racconta il direttore Alessandro Cerino. Eppure suonano da sempre, tutti i giorni. Nei vagoni nella metropolitana, davanti alle vetrine dei negozi. Stavolta è diverso. Alessandro Cerino , compositore e arrangiatore, è il direttore dell'orchestra.
Giuseppe Bottero

mercoledì 23 novembre 2011

Semiramide


Semiramide di Rossini inaugura la stagione lirica del Teatro San Carlo di Napoli , direttore Gabriele Ferro, regia Luca Ronconi
fino al 27 novembre
.



"Semiramide sta sempre a seno nudo, nemmeno uno scialletto sulle spalle. E i suoi fedeli, lussuriosi come lei, assatanata di sesso, si alternano in una vasca-sauna, larga quanto il palcoscenico. Da qui la guardano, ammirati, in pose plastiche, nudi ovviamente. Lei sempre alta, dominante, parrucca verde da strega, stivaloni alla coscia, collana nera a tela di ragno. Il costume dominante, per la nuova produzione dell'opera di Rossini, che ha inaugurato venerdì la stagione del San Carlo, è l'asciugamano (Emanuel Ungaro). La scena fissa è una parete sbreccata, enorme (Tiziano Santi), altro che sfrenatezza e opulenza della città condannata dalla Bibbia. ... è giustissima la Semiramide (1823) di Ronconi, proprio per la sua radicalità. Costruita per negazione, dice l'esatto contrario di ciò che si vede.(...)"
Carla Moreni http://www.ilsole24ore.com



sabato 19 novembre 2011

Lena Horne



Lena Horne (Bedford-Stuyvesant, 30 giugno 1917 – New York, 9 maggio 2010) è stata una cantante, attrice e danzatrice statunitense.
Afroamericana con origini europee e nativo-americane, fu la prima diva di colore a firmare un contratto con una major cinematografica di Hollywood e a raggiungere la fama internazionale. Vincitrice di numerosi Grammy Award, è stata anche un'attivista politica, partecipando a numerose proteste e manifestazioni, compresa la marcia su Washington dell'agosto 1963 guidata da Martin Luther King. Battaglie per la difesa dei diritti civili e contro la discriminazione razziale.