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giovedì 14 luglio 2011

Cy Twombly



"Il mio tratto è fanciullesco, non infantile. È molto difficile fingere...ottenere la qualità necessaria per proiettarti nel tratto del bambino. È una cosa che devi sentire dentro"


Edwin Parker, Jr., per tutti "Cy" - soprannome preso a prestito del grande giocatore di baseball Cy Young, è lo stesso di suo padre che fu lanciatore dei Chicago White Sox – ci lascia in eredità un patrimonio artistico tra i più eterei, e profondi. Lui, con Robert Rauschenberg e Jasper Johns, fu uno dei grandi pittori dell'espressionismo astratto dell'America del secondo dopoguerra, portavoce di una pittura segnica, vibrante, ermetica e profondamente umana. Piccoli tratti, macchie, umori cromatici tra i più indecifrabili, "graffiti", grafismi: questo il lessico del grande Cy, tra i pochi a raccontare, con una scrittura pittorica enigmatica, tanta storia dell’uomo del presente.



"Il mondo dell'arte ha perso un vero genio e un talento assolutamente originale, e per i fortunati che lo hanno conosciuto, un grande essere umano”( Larry Gagosian)

Lexington, 25 aprile 1928 – Roma, 5 luglio 2011

sabato 28 maggio 2011

LA2-Angel Ortiz

LA2 è il soprannome preso da Angel Ortiz, un giovane artista graffitista di New York City. L.A. sta per “Little Angel” (Piccolo Angelo). Quando aveva 13 o 14 anni, Ortiz divenne amico di Keith Haring ed essi collaborarono a parecchie opere, dal 1981 al 1984.
Haring e LA2 cominciarono a combinare i loro stili soprattutto per creare superfici con linee e graffiti intersecanti. Haring sosteneva: “Tutto il lavoro fatto da Angel e me è relativo alle superfici e normalmente copre o trasforma gli oggetti dove è applicato”.
Come una specie di fiore rampicante, un’edera selvaggia e amorfa che attecchisce preferibilmente sui muri delle città. Questa, l’impressione che la pittura di LA2 suscita. Una sintesi complessa e criptica dei mille messaggi che si incrociano ogni giorno e ogni notte lungo le vie delle metropoli.


Le opere di LA2 sono in grado di spaesarti ma contemporaneamente ti permettono di cogliere un univoco, coagulante senso della vita, ossessiva e labirintica, che ci costringiamo a vivere.
Come le nostre anime anonime, lungo i viali delle città, anonimi anch’essi, alla ricerca di un significato che ci sfugge . Un rincorrersi continuo dietro una verità che non c’è e che non ci sarà, ma che ci manca .