Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post

giovedì 27 ottobre 2011

Muerte sin fin

 

Oh che gioia accecante

quale brama esaurire

l’aria che respiriamo,

la bocca, l’occhio, la mano.

Quale voglia bruciante

Consumare fino in fondo tutto di noi

in un unico scoppio di riso .

Oh, questa morte sfrontata, insolente

che ci uccide da lontano.

Con il piacere che proviamo morendo

per una tazza di tè …

per una lieve carezza.

 

José Gorostiza

 

 

sabato 16 aprile 2011

Bengasi, morte di uno street artist

 

 

bengasiSi chiamava Kais al Hilali e per aver dipinto questa immagine di Gheddafi su una rotatoria di Bengasi è stato ucciso da dei cecchini. Non sappiamo molto di lui,  se non le immagini che sono girate in questi giorni. E che evidenziano una grande forza espressiva, una capacità di declinare l’arte nel senso di una lotta di libertà. Questa immagine  di Gheddafi era apparsa un paio di settimane fa sul Corriere della Sera, senza nessun riferimento al suo autore. Campeggiava in mezzo ad una pagina, evidenziando una forza che mi aveva colpito: aveva fatto bene il grafico a sceglierla per dare un senso del sentimento che stava sollevando tanti libici contro Gheddafi. Oggi, navigando per blog, ho scoperto chi ne era l’autore: la morte lo ha portato alla ribalta. Altrimenti questo street artist di straordinaria grinta illustrativa sarebbe rimasto nell’anonimato. È un destino che fa pensare a tante cose: al talento degli ignoti, alla forza che le immagini ancora possono trasmettere, al pericolo che possono evocare. Il Gheddafi di Kais al Hilali è un Gheddafi che parla con il suo volto, con quegli occhi iniettati di rosso, con quella bocca abbruttita dalla crudeltà. Più che un ritratto è un implacabile epitaffio. Mi veniva in mente che per produrre un’immagine così non basta l’odio politico. Ci vuole anche un senso della drammaticità della situazione, della mostruosità che il potere a volte assume. C’è molto dolore in questo murales; è per questo che sa essere così implacabile.

Giuseppe Frangi

lunedì 7 febbraio 2011

La morte felice

La morte felice

“ Procuratevi una bottiglia si Saint-Emilion millesimato, spogliatevi di tutti i pregiudizi (letteralmente: toglietevi di dosso tutti i vestiti) e restate cosi, nudi come siete nati e come morirete, sotto il sole zenitale di una torrida estate. Il piacere formicolerà su tutta la vostra pelle indifesa, una sensazione indistinguibile di gioia e dolore vi inghiottirà.

Ecco, siete diventati Patrice Mersault, siete a un passo da una morte felice.”    

 

Flavio Santi