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venerdì 14 novembre 2014

d:foto




SHIT AND DIE è il titolo della mostra
curata da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini, per Artissima.
Torino, Palazzo Cavour.
fino all'11 gennaio 2015.

venerdì 6 gennaio 2012

Addio Eve Arnold




La fotografa statunitense Eve Arnold, prima donna ad entrare alla Magnum, l'agenzia fotografica fondata nel 1947 dai leggendari maestri del bianco e nero Robert Capa e Henri Cartier Bresson, e' morta ieri sera a Londra all'eta' di 99 anni. L'annuncio della scomparsa e' stato dato oggi dal quotidiano britannico ''The Guardian''. Nata il 21 aprile 1912 a Philadelphia, figlia di emigranti ebrei russi, nel 1951 fu accolta all'agenzia Magnum.




Scegliere i soggetti per i quali prova una forte partecipazione personale e critica i fotografi che si piegano ad interessi commerciali. Nei suoi studi sulle dive di Hollywood, come Marilyn Monroe e Joan Crawford, Eve Arnold rifugge dal ritratto convenzionale, idealizzato in cui il soggetto si mette in posa nel modo che più gli dona e i difetti della pelle sono obliterati dal ritoccatore. Sceglie invece di presentare le stelle nei momenti di abbandono, senza abbellimenti né pretese.




"È difficile pensare a un soggetto che Eve Arnold non abbia immortalato nella sua straordinaria e lunghissima carriera. Tra le foto da lei realizzate si annoverano alcune delle immagini davvero indelebili della nostra epoca. "Scott Gray, Amministratore delegato della World Photography Organisation.



venerdì 30 dicembre 2011

Testimoni del Territorio



Dodici siti d'arte per dodici scatti d'emozioni, quelli che i fotografi casertani Giulio Bulfoni, Bruno Cristillo, Salvatore Di Vilio, Paolo Gianfrancesco, Mario Ferrara, Giovanni Izzo, Simona Pietropaolo, Francesco Rinaldi, Ciro Santangelo, Charlotte Sorensen, Gino Spera, Luigi Spina hanno donato al Fai delegazione di Caserta per raccontare un territorio ricco di testimonianze d'arte da valorizzare e recuperare. Dodici testimoni del territorio per dodici fotografie in bianco e nero, una per ogni mese dell'anno.










La vendita del calendario, contribuirà alla raccolta fondi per il recupero degli affreschi della chiesa di San Pietro Apostolo in Aldifreda a Caserta.

martedì 20 dicembre 2011

Silvia Berton-Raccoglievano fichi dai meli


Raccoglievano fichi dai meli – Personale di Silvia Berton
10 dicembre – 14 gennaio 2012 Skin Gallery – Brescia

La giovane fotografa veneta propone alcune delle sue più importanti serie fotografiche. Il suo sguardo si posa su tutto senza, apparentemente, dare attenzione a nulla, indaga il freddo che abita i corpi e la natura, il rapporto tra madre e figlia, l’età che avanza anagraficamente lasciando segni indelebili sul corpo ma non nell’anima.
Per maggiori informazioni: http://www.skingallery.it



Nur la luce dell'Afghanistan



Nur, la luce dell'Afghanistan 
in mostra a Roma
La fotografa Monika Bulaj, descrive il mondo nascosto della mistica musulmana in Afghanistan. Le immagini in mostra a Officine Fotografiche dal 17 dicembre al 15 gennaio.



La mostra raccoglie 37 immagini scattate in Afghanistan dalla fotografa polacca Monika Bulaj, collaboratrice di National Geographic Italia e autrice di reportage per alcune tra le maggiori testate italiane e libri fotografici centrati soprattutto sulla realtà dell'est europeo e i paesi asiatici. 

Obiettivo principale del progetto Nur è mostrare il mondo nascosto, e ignorato, della mistica musulmana - il Sufismo, tradizioni popolari, tribù nomadi e minoranze.




Armata di un taccuino e di una Leica, Bulaj ha esplorato da sola un paese che lei stessa definisce "un giardino luminoso" regalandoci un lavoro magistrale di stampo antropologico; uno sguardo intenso e lontano dagli stereotipi del reportage "di consumo" che hanno caratterizzato la fotografia documentaristica realizzata in questo paese nel corso degli ultimi 10 anni.


nformazioni: http://www.officinefotografiche.org/

lunedì 19 dicembre 2011

D. foto

Artista di strada parigino conosciuto come JR, una figura ambigua che si è fatto un nome nei quartieri diseredati di tutto il mondo, è diventato un eroe come Robin Hood .

giovedì 15 dicembre 2011

Ivan Leon Cerullo-DO YOU THINK ROCK N ROLL COULD BE PHOTOGRAPHED?



Luce, fiamme, esplosioni, energia è quello che si trova nelle immagini di Ivan Leon Cerullo. Nella leggenda del rock la chitarra di solito si distrugge alla fine di un concerto dopo che un artista aveva creato una performance, il suo mondo immaginario musicale.Le immagini che seguono rappresentano chitarre, fuori scena, che sono state distrutte in insoliti / "irreali" luoghi. Diversi modelli di chitarra sono stati "disintegrati" in modi diversi, perché ognuno aveva un suono diverso, materiali diversi.
Il potere del Rock n Roll rappresentato nelle immagini fuori scena.

mercoledì 14 dicembre 2011

East Zone- scatti ottocenteschi di tre veneti sull'Oriente



Raccontarono il mondo quando la fotografia era ancora sperimentale, furono protagonisti della nascita del fotogiornalismo e del reportage. Fecero scoprire il Giappone e le meraviglie dell’Egitto agli Europei, portarono la fotografia nelle terre d’oriente, partendo dal Veneto. Loro sono Antonio e Felice Beato, due fratelli greco-veneziani, e Adolfo Farsari, vicentino.
La mostra, per la prima volta, documenta la loro arte raccontando uno scambio culturale tra l'est italiano e il lontano Oriente. Scambio nei due sensi visto che i tre fotografi veneti influenzarono la storia della fotografia in Giappone. Ma da questo, e dagli altri Paesi visitati, trassero elementi che influenzarono la loro maniera di 'fare fotografia'. Da segnalare come la mostra proponga accanto alle immagini dei tre protagonisti, una carrellata di foto di confronto, a dar conto di come queste terre lontane seppero calamitare, affascinare fotografi di diverse provenienze. (Adnkronos)


EAST ZONE
ANTONIO BEATO, FELICE BEATO E ADOLFO FARSARI.
Fotografi veneti attraverso l’Oriente dell’Ottocento
Piazzola sul Brenta (PD), Villa Contarini
fino al 1 aprile 2012

http://www.villacontarini.eu

lunedì 14 novembre 2011

ToHorror 2011-Il circo dei freaks



Ed eccoci alla seconda mostra del Tohorror 2011, dopo quella su The Royal Family Zombies di cui ci siamo già occupati: Il circo dei freaks.
Le immagini esposte sui pannelli che adornano le pareti del Blah Blah, sede di quest’edizione del festival, riproducono vecchie foto, cartoline, disegni e locandine, per lo più di fine ‘800, con al centro persone in vario modo “diverse” e quindi potenzialmente “spettacolari” e capaci di incuriosire un pubblico assetato di stranezze. Sono i “freaks”, come nell’omonimo capolavoro di Tod Browning. Ci sono donne barbute, uomini elefanti (il Merrick all’origine del capolavoro di David Lynch, “The elephant man“), uomini leone, ma anche semplici indigeni di paesi esotici, spesso vestiti con costumi che mai avrebbero indossato nelle loro terre di origine, ma che corrispondevano a come gli occidentali pensavano che dovessero essere.




Ma non bisogna pensare subito allo sfruttamento della deformità e della sofferenza, mette in guardia l’antropologo Gabriele Mina, che ha curato l’esposizione e qui al Tohorror presenta il libro “Elephant man. L’eroe della diversità” (edizioni Le Mani). Perché quello dei freaks era un vero e proprio lavoro nello spettacolo, molti di loro diventavano famosissimi ed era anche un modo per affrontare la propria diversità e, spesso, la propria patologia, farne un punto di forza della propria identità e magari evitare di finire in qualche istituto. La stessa storia raccontata da David Lynch non corrisponderebbe a realtà, perché pare che Merrick, l’uomo elefante, avesse in realtà un ottimo rapporto con il suo impresario e si sentisse invece sfruttato e umiliato in ospedale, sotto lo sguardo scientifico dei medici che lo obbligavano a spogliarsi e lo analizzavano.




Quello del “freaks show” è un fenomeno di notevole interesse per capire l’epoca coloniale e vittoriana e quindi, in prospettiva, la nostra, così intrisa di voyeurismo morboso e spesso osceno che oggi si è spostato dai circhi, alla televisione, fino ad arrivare a internet. E’ infatti negli spettacoli di mostri e selvaggi che si sono sperimentate tecniche di comunicazione e meccanismi poi ripresi e adattati nella società dello spettacolo; sempre secondo le parole di Mina: quando finisce il circo dei freaks, inizia il cinema.
http://www.cineblog.it/post/32133/tohorror







domenica 16 ottobre 2011

Scritto sul corpo

“A livello simbolico, le strutture che ho creato per le fotografie, vogliono rappresentare le limitazioni entro cui, tutt'oggi, la donna si muove, soprattutto in campo professionale. Ma anche le vie di fuga che comunque esistono come possibilità reali” Flor Garduño



"Scritto sul corpo c'è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì. In certe parti il palinsesto è inciso con forza tale che le lettere si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille. Preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti. Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia.

" Jeanette Winterson



sabato 8 ottobre 2011

L'immagine nell' immagine-la capitale e le pozzanghere


Com'è la Città Eterna vista da un'altra prospettiva che la capovolge? Magari osservata attraverso il riflesso delle pozzanghere? Beh, a giudicare dalle immagini del fotografo Mohssen Kasirossafar, esposte dal 4 al 16 ottobre al Museo di Roma in Trastevere, la città appare bella, poetica, romantica.


La mostra si intitola 'Roma' e fa parte del progetto Sportello Musica di Live Aid United Artist. Kasirossafar è un fotografo iraniano, ma abita in Italia ormai da oltre 30 anni: è un artista a tutto tondo, perchè oltre a fotografare, è anche musicista e liutaio.
Kasirossafar ha collaborato, a livello musicale, con artisti del calibro di Ennio Morricone, Angelo Branduardi, Giorgio Battistelli e molti altri, oltre ad aver partecipato all'incisione di svariati album musicali. La sua visione di Roma capovolta ci catapulta in una città di sogno, incantata, dove spazio e tempo si confondono.





domenica 25 settembre 2011

IL SOFFIO CONTINUO DELL'ANIMA



Orfeo volse i suoi occhi: e Lei in un istante venne risucchiata
all’indietro,Euridice tese

Le braccia cercava di afferarlo,di essere presa, ma L’infelice non
strinse nulla, soltanto

Aria, Aria che fugge via…

Voltarsi indietro è stata un’improvvisa follia ?

Ed ecco l’emozione dell’Assenza.

L’eterno vuoto interno, cercare se stessi,e la perduta creatività.
In un muto silenzio..il Buio… la nebbia… il Canto.

“Sono arsa dalla sete e muoio. – Ebbene bevi

Alla sorgente inesauribile, a destra, dove si innalza il cipresso.

Chi sei? Da dove Vieni? – Sono figlia della

Terra e del Cielo stellato”
Nora Lux




Nora Lux , nasce e vive a Roma, dove sviluppa l'interesse per le Arti Figurative,il Cinema e il Teatro. Dopo il diploma di laurea in Visual Design fotografa, usa l' linguaggi diversi (Fotogrfia, video, teatro) frutto di una comune ispirazione della sua poetica artistica:la coesistenza della realtà concreta e della realtà “diversa”- esistenza invisibile, sfuggevole, astratta, atemporale.


Soffio, dal greco "ànemos" , soffio, vento, anima spirituale ed eterna, coscienza e personalità dell'essere umano, sinonimo di spirito, che continua a vivere oltre la morte. Soffio, indice di speranza, di leggerezza, di possibilità interiori, di cammino verso l'individuazione




mercoledì 21 settembre 2011

Fragilità


Parla di fragilità tutto il lavoro di Silvia Camporesi: il suo «Acqua/Aria» è un censimento in cui ritrae adolescenti immersi nell’acqua o sospesi nell’aria, quasi a rendere tangibile lo spaesamento dell’età di mezzo e del transito in un elemento improprio.I soggetti sono immersi nell’acqua, come in un grembo da cui nascono le idee.


C’è silenzio, attesa , assenza di gravità dei corpi sospesi nell’acqua, è come se si stessero preparando a qualcosa, sembrano essersi appena svegliati da un lungo sonno senza punti di riferimento, dispersi nel nulla del mare o del cielo, non sembrano preoccupati. Sono in trasformazione. Nell’acqua, esprimono consapevolezza del proprio corpo; li tiene sospesi, l’acqua li protegge. Nell’aria, sembrano pronti a prendere il volo, con il passo sospeso e diretto verso l’infinito.

martedì 20 settembre 2011

La natura è il mio regno


"…una grande fotografia è la piena espressione di ciò che l’autore sente del soggetto che sta fotografando nel senso più profondo; per questo è la vera espressione di ciò che lo stesso (fotografo) sente sulla vita nella propria complessità"Ansel Adams


Grande è il contributo dato dall'americano Ansel Adams alla Fotografia, in particolare a quella in bianconero. "La natura è il mio regno "è la prima grande mostra italiana del maestro incontrastato della fotografia paesaggistica americana.
Il tema della grande retrospettiva è lo scenario naturale di un’America incontaminata e ancora da esplorare, in grado di far rivivere il mito della frontiera e di accendere quel richiamo della foresta che infiammò tanti autori della letteratura nord-americana di fine Ottocento.
La mostra rientrava nel programma del festivalfilosofia, che si è svolto dal 16 al 18 settembre 2011 a Modena, Carpi, Sassuolo, e quest'anno è dedicato alla natura.









giovedì 15 settembre 2011

EDVARD MUNCH



"Io sto facendo uno studio sull'anima; posso osservarmi da vicino e usarmi come terreno di sperimentazioni per il mio studio. [...] Così come Leonardo da Vinci indagò l'interno del corpo umano e sezionò cadaveri, così io tento di sezionare l'anima"


Le fotografie scattate da Munch propongono un percorso segnato dalla tragicità e dalla dissoluzione e forniscono un'ulteriore, prova dell'inestricabile intreccio tra le sue opere e la sua vita. La grande forza dell'apparecchio fotografico è, secondo l'analisi empirica di Barthes, la sua immediatezza, il suo essere testimone, "punctum": "ciò è stato". Il ciò che è stato, per Munch, non è mai qualcosa di neutro, ma é sempre la testimonianza del grado di realtà o d'irrealtà di quanto è stato memorizzato e registrato, un vero e proprio strumento di resistenza al vortice della dissoluzione. Di conseguenza, la fotografia gli serve innanzitutto come strumento di salvezza, riscatto contro l'asfissiante tragicità e la morbosa melanconia della coscienza.



Un un nuovo aspetto dell'artista norvegese , rivela un Munch esperto del mondo proiettato verso la modernità e in costante dialogo con le tecnologie che andavano diffondendosi sopratutto la fotografia e il cinema , al Centre Pompidu dal 21 settembre al 9 gennaio "Edvard Munch :l'occhio moderno 1900-44".




martedì 16 agosto 2011

Federico Scianna


"Io dico spesso che il sole m’interessa perché fa ombra. L’ombra non è soltanto il momento dialettico rispetto alla luce, è anche un momento psicologico rispetto allo splendore. C’è lo splendore e c’è il dolore. Nella mia maniera, anche nelle mie stampe, è come se le forme venissero fuori dal nero."


Federico Scianna ,fotoreporter, corrispondente e inviato speciale, primo italiano a entrare nello straordinario gruppo di fotografi membri dell'agenzia Magnum Photos, uno dei fotografi italiani più conosciuti e quotati.