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giovedì 26 marzo 2015

d : video

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Un  documentario che racconta la storia di Jordanne Whiley  campionessa paralimpica di tennis in carrozzina che ha già portato a casa cinque grand sla, scelto dal National Geographic per la  Short Film Showcase.

mercoledì 3 dicembre 2014

Giornata Internazionale Disabilità




"Le persone non capiscono che non è necessario essere alti 1,80 m per essere umani. Quello che conta è ciò che c'è nella testa e nel corpo. E soprattutto nella propria anima."Michel Petrucciani

martedì 2 dicembre 2014

Andrea Casillio - writer in sedia a rotelle




Andrea Casillio in arte Kasy23, 33 anni  primo writer italiano disabile. Era il 2005 quando un’infezione fulminante del midollo osseo, di origine sconosciuta, nel giro di una notte gli ha tolto la possibilità di camminare sulle proprie gambe, Così Andrea è  diventato un writer di professione,  tiene corsi per ragazzi e realizza graffiti su commissione per le amministrazioni locali, gli oratori, le scuole, per eventi e manifestazioni. 
"La passione per i graffiti  nasce da quando ero bambino. E’ stato come un sogno vedere questi colori che comparivano sui muri della città, chiedersi da dove arrivavano, chi erano queste persone sconosciute che vagavano nella notte per fare questi lavori. Questa mia curiosità, questo mio interesse è stato così grande che da quel giorno ho cominciato una ricerca su come potermi avvicinare a questo mondo…Ho incontrato un mio compagno di scuola che li faceva e da lui ho cominciato a farmi dare le prime dritte e da quel giorno ho preso in mano questa bomboletta e non l’ho più mollata".




I suoi lavori si possono ammirare a Bergamo- alla stazione di Chiuduno  o sui muri del carcere di Bergamo, dove ha dipinto i personaggi del cartone “Up”.   Molte le opere di Andrea Casillo sono esposte in  mostre e fiere, come il Motorshow di Bologna.
"A volte ho la schiena a pezzi dopo aver lavorato, oppure faccio fatica a trovare luoghi accessibili ma riuscire a dipingere nonostante il trauma fisico mi ha dato una grande forza. Spesso dipingo su tele che poi vengono appese in alto, è molto stimolante questo perchè mi sembra di arrivare lì dove fisicamente non sarei mai arrivato."




fonte www.superabile.it
info : http://www.kasy23.it

mercoledì 8 ottobre 2014

Parcheggi per disabili - creatività contro l'abuso





Come   far cambiare la brutta abitudine di certi automobilisti di parcheggiare su un posto dedicato ai disabili ?
Il Belgio ci prova  con un progetto artistico “Parkeerkunst”,  una campagna di sensibilizzazione, lanciata dall’assessorato alle pari opportunità di Bruxelles in partenariato con la comunità fiamminga per sensibilizzare i cittadini sul problema dell'abuso di spazi di parcheggio dedicati ai disabili, responsabilizzare i guidatori che troppo spesso non si rendono conto delle enormi difficoltà causate, con il proprio sbagliato comportamento , ai portatori d’handicap nel corso dei propri spostamenti. 
Rendere visibile, per mezzo dell’arte, l’importanza di questi spazi riservati .Il progetto riunisce artisti con disabilità, insieme a noti artisti.  
Coinvolti nel progetto gli artisti , Bart Lodewijks e Simon Coussement  di cui uno affetto  da distrofia muscolare  nel tentativo  di rendere  visibile  lo spazio e di tutelare  un diritto  morale e civile .
fonte :  superabile.it





giovedì 14 agosto 2014

d: video

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"Gabriela, raggiunge i suoi sogni" è il titolo del cortometraggio che racconta la vita quotidiana di  una giovane romena che vive e lavora in Spagna ,Gabriela Zamfir ,  colpita da acondroplasia, una forma di nanismo. Gabriela lavora  come addetta alle pulizie nella piscina comunale di Roquetas de Mar, in Andalusia. Dieci anni fa ha lasciato la Romania, dove questo tipo di disabilità le ha generato rifiuto e incomprensione da parte della società. Nel video Gabriella parla anche delle sue difficoltà a eseguire alcune attività quotidiane come trovare scarpe del suo formato, ritirare soldi da un bancomat o prendere l’autobus. Cosa che per persone di bassa statura sono spesso un ostacolo. 

sabato 24 maggio 2014

L'integrazione attraverso l'arte

 


 Disprezzati e molto spesso segregati dentro le loro case, centinaia di bambini e adolescenti maya con disabilità trovano uno strumento per superare la discriminazione e potenziare la loro creatività nello sviluppo delle loro abilità artistiche e culturali. Nonostante le statistiche indichino che oltre il 10% della popolazione dello Yucatan soffra di qualche tipo di disabilità, molti tra loro sono in grado di maturare opportunità di sviluppo. Grazie ad un gruppo di artisti, medici e pedagoghi, circa 120 piccoli disabili rientrano in un progetto che li motiva a scoprire la loro sensibilità creativa e a utilizzare l’arte come strumento di espressione. Musica, arti plastiche, danza, drammaturgia e letteratura, possono essere un mezzo attraverso il quale un bambino o un giovane fa progressi. La prima parte del programma consiste nell’individuare le persone disabili nei vari distretti municipali; nella seconda sono previsti laboratori e lavori di gruppo che consentono a queste persone e alle loro famiglie di sviluppare attività per riconoscere le diverse espressioni artistiche e interagire con il resto della popolazione. Un terzo passo consiste nel cercare di far si che questi bambini vengano sensibilizzati verso le diverse discipline artistiche che in futuro possono utilizzare come mezzi di comunicazione e opportunità di sviluppo personale. Attualmente i 120 piccoli maya appartengono a tre comunità ma è previsto che, entro quest’anno, il programma si estenderà anche ad altre aumentando anche il numero dei partecipanti. I laboratori sono totalmente gratuiti.





mercoledì 2 aprile 2014

Antoni Abad - megafone.net




Megafone.net un progetto , in continua evoluzione. creato nel 2004 dall’artista spagnolo Antoni Abad dove  disabili, immigrati irregolari, prostitute, minoranze documentano con foto e video, sul web, i propri punti di vista e le difficoltà incontrate nella vita di tutti i giorni , una sorta di  megafono virtuale .  Un progetto d’avanguardia che trasforma le più moderne tecnologie di telefonia mobile in strumenti di uso sociale, fino a diventare un autentico osservatorio di esperienze e di consapevolezza sulle problematiche delle diverse realtà sociali, spesso ignorate dai media o facilmente relegate ai più comuni stereotipi.


Antoni Abad, megafone.net , 2006. San José, Costa Rica, CC (by-nc-nd).


Nel  suoi primi 10 anni di attività, megafone.net ha realizzato 13 progetti. Dai tassisti di Città del Messico ai giovani gitani spagnoli, dalle lavoratrici sessuali di Madrid agli immigrati nicaraguensi del Costa Rica, dal punto di "vista" dei non vedenti fino alle persone con specifiche disabilità fisiche, Abad esplora il mondo di gruppi sociali ai margini, offrendo loro non solo la possibilità di diventare "visibili" agli occhi degli altri ma anche di imparare a usare le moderne tecnologie digitali che vengono loro consegnate per fotografare, riprendere, documentare. 
L’inizio di ogni progetto prevede infatti una serie di incontri con i partecipanti, per  familiarizzare con gli strumenti tecnologici, dai telefoni cellulari al web, e a definire gli obiettivi e gli argomenti che si vogliono prendere in considerazione. 



Al MACBA una mostra riunisce per la prima volta la documentazione dell'attività di megafone.net , con una installazione audiovisiva interattiva progettata appositamente da Antoni Abad per gli spazi del museo. La presentazione  esplora in particolare dei trasferimenti tra gli utenti e l'artista, come catalizzatore. In questo modo, queste esperienze vanno oltre i confini istituzionali, trasformando il museo in un recipiente per questi lavori, processi e scambi e, allo stesso tempo, di collegamento, non solo con gli spazi fisici della città e le sue aree geografiche, ma anche con l' spazio virtuale, con il territorio, forse invisibile, anche se tangibile e soprattutto utile, del web.
"devi cercare di trovare percorsi alternativi nell'uso delle tecnologie dell'informazione, permettendo loro di sviluppare reti di comunicazione alternative." Antoni Abad


info: www.macba.cat / @ MACBA_Barcelona / # megafone
fonte : http://www.redattoresociale.it/
http://www.e-flux.com/

lunedì 24 marzo 2014

Caffè per tutti






Edlira Nasi insieme ad altri soci ha deciso di aprire a Tirana la caffetteria " Ejona" (Albania) un locale veramente per tutti! L'impresa è nata grazie ad un finanziamente avuto dalla "Yunus Social Business" (Ysb), ovvero alla società che aiuta a reperire i fondi per le "start- up" e fornisce consulenza ad aziende , governi , fondazioni e organizzationi non governative . Ysb è stata co -fondata dal premio Nobel per la pace, Muhammad Yunus , Saskia Bruysten , Sophie e Hans Reitz Eisenmann. La società, che ha iniziato le operazioni in Albania a metà del 2012 , è collegata alla "Grameen Creative Lab" , fondata nel 2011 per concentrarsi sui fondi incubatori e servizi di consulenza,  "Ejona" ha ricevuto 42.700 euro dal Ysb al fine di affrontare i costi di caffetteria e affrontare la gestione per per i primi quattro mesi di attività. Sembra un locale come un altro e invece non è così! Nella caffetteria in questione tutto il menù può essere ordinato nel linguaggio dei segni inoltre la caffetteria accoglie opere d'arte di artisti disabili , organizza proiezioni di film e sta progettando serate teatrali , tuttavia Nasi dice che l' obiettivo principale è quello di lavorare come piccolo centro di formazione per i giovani con disabilità e rompere il pregiudizio che non siano occupabili . "Vogliamo dimostrare che le persone con disabilità possano ricoprire molti posti di lavoro e non devono avere delle limitazioni , " dice Nasi. " Qui, quando i clienti acquistano una tazza di caffè cominciano a rendersi conto di questo fatto ", conclude .









mercoledì 19 marzo 2014

Artistica – Mente "SAGOME"






" SAGOME"un progetto della Cooperativa Progetto Promozione Lavoro di Olgiate Olona (VA) che  da anni si occupa delle autonomie relazionali e manuali di persone diversamente abili e della loro integrazione, realizzato grazie  Patrocinio del Comune di Albizzate e alla collaborazione dell’associazione MEGA di Albizzate, il Bastone Onlus e ARTEriografia .
In una  ZT,  dove ogni cosa è stata espressa in maniera libera  e con parole proprie: affetto, amore, pregiudizio, paura, dolore, ricordi, emozioni, condizioni, capricci, gioia, solidarietà e molto altro ancora,
66 artisti diversamente abili hanno dato vita a delle opere meravigliose che fanno riflettere, che aprono la mente. 
La mostra sarà accompagnata da uno spettacolo molto emozionante che concluderà  questo bellissimo percorso. Il mio nome è “NOI” vuole sottolineare maggiormente il lavoro di SAGOME e potrà essere fruito sempre in maniera totalmente gratuita. 


Artistica – Mente "SAGOME"
Palazzo Comunale di Albizzate - Varese
Dal 31 Marzo al 12 Aprile 2014 
fonte : 3.varesenews.it.cultura


mercoledì 26 febbraio 2014

CHANGE - Il cambiamento







CHANGE è un'organizzazione per i diritti umani condotta da persone disabili fondata a Londra nel 1993. Il cambiamento è un modello di “co-working”- collaborazione di lavoro  formata  da volontari con difficoltà di apprendimento che cogestiscono  risorse informative e formative di facile lettura a fianco di un team esperto e professionale di designer e illustratori.
Un metodo che – secondo gli ideatori – consente anche di risparmiare denaro nel lungo periodo grazie ai positivi impatti nella vita dei disabili. Che potranno essere impiegati per sostenere altre persone con le stesse difficoltà di apprendimento come lavoratori alla pari .

info: http://www.changepeople.org
fonte :  http://www.west-info.eu


"Cominciate col fare ciò che è necessario,
poi ciò che è possibile. 
E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile"
San Francesco d'Assisi 

sabato 15 febbraio 2014

Corps et ames - l’amour pour tous


"Un desiderio comune, 
al di là della  sedia a rotelle, 
noi guardiamo e incontriamo  l'uomo o la donna seduta all'interno. 
Qua attraverso di loro, guardiamo semplicemente il bisogno 
 umano universale nello sguardo dell'altro , 
di amare , desiderando ed essere amati " Jean-Baptiste  Laissard




Corps et ames è un'esposizione fotografica itinerante di Jean-Baptiste Laissard, in collaborazione con l'associazione Ya pas photo ( http://yapasphoto-asso.com/ ) , 50  scatti  di  scene di vita quotidiana di persone con disabilità motorie , d’interviste  che  ritraggono  l’amour pour tous senza alcuna differenza,
mamme che nonostante la disabilità senza un braccio o su una sedia a rotelle , con pancione o alle prese con pannolini  si prendono cura dei propri figli.  Sono disabili , ma soprattutto sono persone con desideri e fantasie come tutti gli  uomini .
Un libro e una mostra fotografica  di sensibilizzazione alla disabilità!
Una visione positiva che solleva domande circa la differenza, le nostre paure e i  nostri handicap.
 racconta semplicemente la normalità di handicap in 150 pagine di emozioni.




Jean-Baptiste Laissard è un fotografo ammiratore di Sebastian Salgado, Raymond Depardon e Hans Silvester.Trova la sua ispirazione quotidiana nell’osservazione della natura, degli animali e dal contatto con la gente: "essere fotografo è una passione. È una formazione, un’esperienza (architettura, pubblicità), una sensibilità (la natura, gli animali), una sete inesauribile (il gusto dell’altro e dell’altrove) e degli strumenti (tradizionali o digitali Nikon, Studio e laboratorio)."
Si interessa molto al problema dell’handicap e alle questioni sociali in generale. Realizza  reportage per l’associazione Enfants de coeur.
"Il movimento del mondo è un serbatoio d’immagini", Jean-Baptiste Laissard.




"Che cos’è il corpo di un uomo? Galeno avrebbe risposto una mescolanza disordinata di fuoco, aria,terra, acqua. (... ) Un vero e proprio fantasma, condensato delle paure e dei desideri di coloro che lo abitano. Un animale-metafora. "Storia di un corpo – Daniel Pennac 



info: http://www.yapasphoto-asso.com/
www.jb-laissard.com
http://www.yapasphoto-asso.com/extraits_livre/extrait-livre.html

venerdì 22 novembre 2013

Katawa Shoujo - un manga che parla di amore e disabilita


"... le braccia di Rin Tezuka sono piccoli mozziconi a causa di un grave difetto alla nascita e seguente chirurgia, lei usa i piedi e occasionalmente la bocca per fare tutto, che include dipingere. A causa della sua disabilità, indossare delle sottane è problematico, così Rin indossa un' uniforme maschile a scuola. La sua creatività viene eguagliata dalla sua vena filosofica: a Rin piace occasionalmente perdersi nei suoi pensieri e dar voce a idee astratte riguardo all' uomo, l' universo, e altre cose che confondono completamente gli altri."




Si chiama “Katawa Shoujo” ed ha per protagonista un adolescente, Hisao, che frequenta una scuola speciale, e racconta l’incontro, l’amicizia, gli amori di Hisao con cinque ragazze disabili che vivono all’interno di un college collocato da qualche parte nel Giappone moderno.
Comincia così  Katawa Shoujo : "...il giovane Hisao Nakai incontra per la prima volta da solo la ragazza dei suoi desideri viene improvvisamente travolto da un attacco di cuore. La neve cade algida e fitta a gelare i sogni e le attese di un adolescente ai primi appuntamenti con la vita. E quello che doveva essere il giorno più bello della sua breve esistenza diventa improvvisamente l’inizio di un nuovo corso. Perché quel giorno stesso Hisao approderà in ospedale dove gli riscontreranno una severa aritmia cardiaca. Ne uscirà solo qualche mese dopo per partire alla volta di Yamaku Academy, una scuola speciale frequentata da studenti disabili che hanno bisogno di assistenza medica 24 ore su 24."
Ci è voluto un quinquennio e un gruppo amatoriale composto da 21 sviluppatori e innumerevoli fan provenienti da ogni parte del mondo per rilasciare, all’inizio dello scorso anno, la versione definitiva di questo sorprendente gioco elettronico, scaricabile gratuitamente, nella sola versione inglese, dal sito Katawa-shoujo.com/index.php. 




La visual novel prende spunto da un’idea del disegnatore giapponese Raita, che nel 2000 pubblicò su una fanzine uno schizzo in stile bishojo, termine giapponese utilizzato con riferimento a giovani e belle ragazze. Successivamente l’idea fu discussa sul sito 4chan.org, dove utenti provenienti da tutto il mondo hanno dato vita al gruppo di sviluppo chiamato Four Leaf Studios. Il game-play si basa sull’opzione tra più trame, ognuna delle quali conduce verso una storia d’amore diversa. E saranno proprio i giocatori a dirigere le azioni di Hisao, indirizzando la scelta verso una delle cinque ragazze. Tutte belle e a loro modo affascinanti. C’è la solare Emi Ibarazaki, che sprizza gioia di vivere da tutti i pori nonostante sia bi-amputata al di sotto del ginocchio, e la dolce Lilly Satou, una ragazza di origini nippo-scozzesi cieca dalla nascita.





C’è la volitiva Shizune Hakamichi, la cui sordità non le impedisce di essere presidente del consiglio di istituto, accompagnata dall’inseparabile Shiina Mikado detta Misha, di cui non si conosce la disabilità. La timida e solitaria Hanako Ikezawa, sfigurata in metà del corpo per via di un incidente subito da bambina e, infine, la “filosofa” della classe Rin Tezuka che, non avendo le braccia, dipinge con la bocca e con i piedi. Il gioco che include anche contenuti erotici , disattivabili attraverso il menù delle opzioni, è stato accolto bene dalla critica specializzata, soprattutto per la capacità di caratterizzare i personaggi al di là dalla loro disabilità.

fonte : www.superabile.it
 info: wonderduck.mu.nu

giovedì 17 ottobre 2013

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"Un mondo più bello" realizzato da Eros Achiardi per la Lega del Filo d'Oro è stato premiato per il racconto emozionante accanto alle persone sordocieche alla Triennale di Milano nell'ambito del concorso per giovani registi promosso da Movi&Co in collaborazione con l'Università IULM.
info : http://www.legadelfilodoro.it/dona-on...

sabato 5 ottobre 2013

The Special Need


La storia di Enea , un ragazzo disabile alla scoperta della sessualità , dopo due anni di ricerche e documentazione, e un anno e mezzo di raccolta fondi in giro per mezza Europa, è diventata The Special Need, un documentario, un dibattito tra famiglie, operatori e policy makers sulle possibili soluzioni al problema diffuso della sessualità nei soggetti disabili.

"Una delle cose che mi ha più colpito è stato proprio il fatto che tutte le preoccupazioni della famiglia e delle persone con cui avevamo parlato prima di partire per il nostro viaggio si siano rivelate completamente infondate: il timore che un'esperienza con un'assistente sessuale scoperchiasse una specie di vaso di Pandora, trasformando un'ossessione in un problema di difficilissima gestione - soprattutto in Italia - si è rivelato in realtà una preoccupazione volta più a proteggere chi stava attorno ad Enea che Enea stesso. Nel momento in cui la sua immaginazione si è finalmente potuta scontrare con l'esperienza, il problema non si è ingigantito a dismisura: si è praticamente dissolto." Carlo Zoratti



"Quello che vorremmo è che, finito di vedere il film, lo spettatore abbia la curiosità e la spinta di andare a conoscere altre persone come Enea, scardinando la definizione limitante del disabile in termini di mancanze, e superando l'idea che sono loro che dovrebbero riuscire ad adattarsi agli altri, con la voglia invece di fare il primo passo, di avvicinarsi, di saperne di più. E se funziona anche con una sola persona, beh, questo è il punto più alto che potevamo raggiungere." Carlo Zoratti, regista e co-protagonista del film
I disabili sono spesso visti come eterni bambini,  in Italia l'argomento  della loro sessualità è un tabù quasi insuperabile. 
http://www.thespecialneed.com/it

giovedì 25 luglio 2013

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Alessio, 22 anni, affetto da paraparesi spastica, da dieci anni in Fondazione Don Gnocchi, racconta la sua giornata in Zodiak Active, società di produzione televisiva europea

giovedì 27 giugno 2013

VIDEO



 Video dell'incontro tra i protagonisti del laboratorio di riabilitazione psicosociale attraverso il teatro del Progetto Together with Vito del Consiglio Italiano per i Rifugiati con Erri De Luca ,  sostenitore della Campagna LasciateCIEntrare.

martedì 18 giugno 2013

SESSUALITA' E DISABILITA'



 "I DISABILI FANNO SESSO. Quasi tutti sono in grado di scopare, chi più chi meno attivamente, ma tutti provano piacere nel fare sesso e ne hanno lo stesso bisogno di una persona ''normale''. Spesso sono anche più bravi, soprattutto quelli che non avendo più la sensibilità fisica, provano piacere nel soddisfare il partner e vengono trasportati in orgasmi diversi, ma ugualmente soddisfacenti, proprio dal godimento di chi hanno vicino. Oltretutto sono meno distratti dalla ricerca del proprio piacere, e più sensibili e concentrati su pratiche alle quali l'abituale amatore dedica scarsa attenzione e superficiale applicazione.(...) sono per un risveglio delle coscienze, della sensibilità umana necessaria a capire il bisogno dell'altro. Sarebbe un grande passo avanti nella scala evolutiva della nostra specie, e sono ancora fiducioso che lo vedrò succedere." Lorenzo Amurri - http://tetrahi.blogspot.it



Il desiderio, il piacere, la sessualità delle persone con disabilità sono ancora avvertiti come tabù. Se ne parla poco, se ne parla principalmente dal punto di vista del maschio eterosessuale, se ne parla solo in ambienti molto specialistici, se ne parla sottovoce.
Oggi chi ha una disabilità, fisica o psichica, trova parecchi ostacoli nell’espressione del proprio desiderio e dei propri bisogni sessuali e affettivi.
Alle donne con disabilità il diritto all’amore e alla sessualità viene spesso negato , nella vita affettiva la donna con disabilità avrà meno opportunità e meno libertà di autodeterminarsi non solo rispetto alle altre donne ma anche rispetto agli uomini con disabilità. Le donne con disabilità sono soggette a una doppia discriminazione, una in quanto donne e una in quanto disabili.
Una mancata rappresentazione del “corpo disabile” o a una rappresentazione stereotipata del “corpo disabile” contribuisce a creare l’immagine di un corpo asessuato, infantilizzato, oggetto di cure e mai soggetto di desiderio.
Corpi “perfetti” utilizzati nelle pubblicità per vendere un’idea di perfezione, corpi non conformi al modello, perché grassi, bassi, deformi, vengono esclusi da ogni rappresentazione, vengono sottratti allo sguardo pubblico.
Il corpo con disabilità è considerato solitamente malato, “brutto”, oggetto di cure, percepito come poco desiderabile e nello stesso privo di desideri. Non esiste nell’immaginario collettivo che una donna con disabilità possa piacere, possa essere considerata sexy, possa suscitare desiderio e possa di conseguenza avere rapporti sessuali e relazioni sentimentali.
Far proprio il pregiudizio che le persone con disabilità siano asessuate significa anche assumere l’impossibilità di attribuire a queste identità lesbiche, gay, queer, ecc. 
I desideri  i bisogni la sessualità delle persone con disabilità devono essere ascoltati e  affrontati.
fonte : http://comunicazionedigenere.wordpress.com


"Le donne con disabilità sono invisibilizzate nella pubblicità e nei mass media. In una società dove la sessualità viene prodotta ed esibita … nella cultura popolare, l’invisibilità delle donne disabili … nega la loro sessualità". ( Holly Norris).
"Dal giorno in cui subii la fusione spinale da bambina, la mia colonna vertebrale fa resistenza sotto la pelle. Ho deciso di posare nuda su questa gru. Ero, e sono, proprio come voi. Sento. Rido. Amo. Cresco.
Quando mi dite che sono coraggiosa, non crediate che non abbia paura.
Avevo paura anche quel giorno. Il giorno che mi sono strappata i vestiti di dosso e ho iniziato a fare le foto. Se vi importa di capire, dovete sapere che non l’ho mai fatto: permettervi di vedermi nuda. Non mi sono neanche mai permessa di vedermi nuda, ma avevo bisogno di capire che cosa avevano da fissare tutti gli altri. Così quel giorno ho guardato. Con estrema attenzione, a lungo, fotogramma dopo fotogramma.
Sola, piena di cicatrici, bella.
Avete paura? Io ho paura ogni volta che cerco di amarmi completamente.
Se volete capire, dovete sapere che non c’è altro. Voglio che siate impaurit*. Voglio che guardiate queste foto e vediate voi stess*, e voglio che immaginiate di amare tutto. Ogni neo, ogni cicatrice.
L’ultima fotografia zooma sull’immagine di un tatuaggio sul suo petto: il contorno di un cuore con un nastro con sopra scritto: deforme."  Jes Sachse" Linguaggio del corpo" 






"Lo sguardo, nella sua accezione migliore, ha in realtà il potenziale di creare nuovi significati e società più aperte. Lo sguardo ha il potenziale per aiutarci a ridefinire il linguaggio che usiamo per descrivere noi stessi e gli altri, creare spazio per coloro che si trovano più spesso esclusi dalle comunità, e forgiare le nostre identità. Lo sguardo è più dinamico e produttivo quando il soggetto dello sguardo, la persona che viene guardata, è in grado di esercitare un certo controllo sull’interazione, e così facendo presentare la propria storia alla persona che guarda." Rosemarie Garland-Thomson, studiosa di disabilità e women studies,





"Sono passati 30 anni, da quando, Camillo Valgimigli, neuropsichiatria modenese, per la prima volta, in una rubrica del Corriere della Sera, argomentando le diverse problematiche riguardanti le persone disabili, mise finalmente in risalto quella della sessualità, segnalando all’opinione pubblica i pregiudizi che si nascondevano dietro questo silenzio:
“Ammesso che al disabile rimanga un po’ di tempo libero inteso nella accezione comune e ammesso che, abbattute le barriere, questo fortunato possa trovarsi in giro e vedere che aria tira, a questo punto può anche rendersi reale la possibilità di chiedersi cosa farne della sua persona sessuata.”
Forse senza rendersene pienamente conto, Valgimigli sottolineava una svolta culturale. Questo argomento iniziava infatti a diventare fonte di ricerca e di studio. Nel 1978 venne peraltro organizzato un congresso internazionale al Centro di Educazione Matrimoniale e Prematrimoniale di Milano, al quale intervennero studiosi di livello internazionale dell’handicap sia fisico che mentale. Il tema suscitò la curiosità dei mass-media, che se ne appropriarono con toni spesso morbosi. Forse anche per questo motivo, e nonostante il fatto che nel 1993 pure l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato un documento nel quale viene riconosciuto a tutti i portatori di handicap “il diritto di fare esperienza della propria sessualità, di vivere all’interno di una relazione, di essere genitori, di essere sostenuti nell’educazione della prole da tutti i servizi che la società prevede per i normodotati, compreso il diritto di avere un’adeguata educazione sessuale”, il dibattito non ebbe significative ripercussioni sui due sistemi di sviluppo e di crescita più importanti per l’individuo con disabilità: la famiglia e le associazioni.
Diventa necessario quindi, trattare di affettività e sessualità in altri modi, in grado di aprire nuove prospettive, iniziando innanzitutto a riflettere su cosa questi temi significano per le persone- target.
L’handicap rappresenta una difficoltà che ogni persona disabile incontra nel proprio percorso di sviluppo umano tendente alla realizzazione di sé. Eppure i disabili fisici e psichici che stanno percorrendo un cammino di emancipazione rispetto alla famiglia e alla società molto spesso incontrano pochissime possibilità di ascolto per parlare e confrontarsi sull’affettività e sulla sessualità; trovano anche una scarsa preparazione culturale ed emozionale del mondo dei normodotati ad accogliere questo aspetto della loro vita. Spesso si mira a facilitare la loro emancipazione in termini di inserimento scolastico e lavorativo, di raggiungimento di autonomia e abilità, lasciando in secondo piano aspetti di rilievo per la crescita personale quale la “consapevolezza e l’affermazione del sé emozionale ed affettivo” (Veglia, 2000)."
fonte: http://www.lelleri.it/report/abilidicuore



Approfondimenti:
American Able Project and Holly Norris Photography
Envisioning New Meanings Project
Jes Sachse Blog
Gruppo donne Uildm
Love Affair un video documentario su donne, corpi e disabilità
Beatriz Preciado video-conferenza (in spagnolo) su disabilità, rappresentazione, sessualità, normatività.
Scarlet Road pagina del documentario che racconta la storia di una sexworker australiana che lavora come assistente sessuale
Intervista a un assistente sessuale per donne che lavora in Svizzera



Intervista  a Francesca http://societa.panorama.it/Abile-ad-amare-e-a-fare-l-amore


giovedì 16 maggio 2013

La storia di Martina


 Martina è una  27enne toscana malata di sclerosi, la sua  storia  è tra quelle raccontate nella mostra fotografica Under Pressure, promossa dalla European MS Platform e portata in Italia da Aism



"accettare la malattia non è facile: cose semplici e naturali, come esempio correre o camminare velocemente, non è cosa facile da rinunciare; ritrovarsi a non farcela più, ti destabilizza, è quasi una violenza.
Ma io ai miei progetti di viaggio e di studio non voglio dover rinunciare  . Io lo so cosa vuol dire viaggiare e vivere con una valigia in mano. Non è così facile rinunciare a quest'idea di libertà e di piacere che ti vengono dall'incontro con gli altri, dal macinare chilometri, di conoscere cose, persone, idee, lingue.... Il nuovo è sempre affascinante. Ma è anche faticoso, un po' ti disorienta. Io certe cose, però le ho conosciute: durante il mio periodo universitario ho frequentato Erasmus (avevo già la SM e facevo la terapia): che fatica e che ansia (ce l'aveva soprattutto mia mamma), ma è stato il periodo più bello della mia vita. È per cose così, che voglio continuare a far progetti, per cose belle e importanti".  Martina 

giovedì 11 aprile 2013

VIDEO - Italia, un Paese Ospitale



 Spot a cura di  UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare e in collaborzazione con Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, per un Paese accessibile a tutti. La regia è di Aldo Bisacco
"(...) L'ospitalità è qualcosa che respiri nell'aria del luogo dove nasci, che cresce nella terra.
L'ospitalità, fatta di gesti grandi o piccoli, trasforma una giornata qualunque un una giornata speciale.
Ospitalità significa aprire la tua casa, il tuo albergo, le tue braccia al mondo. E' un segno di grande civiltà ed un elemento che nobilita noi ed il nostro Paese.
Italia, un Paese aperto per tutti."

lunedì 21 gennaio 2013

Il silenzio può diventare oro



Bar senza nome si chiama così il ritrovo aperto da Alfonso e Sara è un bar unico in Italia e forse in Europa per un motivo molto semplice: Regna il silenzio quello subito da chi è sordo e si ordina solo tramite bigliettini o lingua dei segni.
I gestori provengono da esperienze lavorative diverse si sono incontrati perchè hanno in comune la passione per il teatro e per anni hanno organizzato spettacoli per non udenti, poi di colpo l'illuminazione: perchè non aprire un bar per sordi? Con mille difficoltà (in Italia non esistono leggi che forniscono aiuti o informazioni  a  disabili intenzionati ad intraprendere attività economiche) il locale è stato aperto.


Alfonso e Sara dicono: "All'inizio eravamo un po' preoccupati per l'apertura del locale, perché non sapevamo come la gente avrebbe reagito alla nostra iniziativa - raccontano - . La paura più grossa era quella che si vergognassero di imparare il linguaggio dei segni  ma in realtà è stato l'esatto contrario. Bologna è una città universitaria, dalla mentalità molto aperta, che ha accolto con grande entusiasmo la nostra idea. Adesso nel bar viene un sacco di gente curiosa e desiderosa di cimentarsi con il nuovo metodo per ordinare, ma anche solo per rilassarsi in un ambiente calmo e silenzioso".
Urge un Bar senza nome in qualche città del sud Italia.