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domenica 2 agosto 2015

BOLOGNA , 2 AGOSTO '80




Sono molte le atrocità
nel mondo e moltissimi 
i pericoli: 
Ma di una cosa 
sono certo: 
il male peggiore è l’indifferenza.
Il contrario dell’amore 
non è l’odio, ma l’indifferenza; 
il contrario della vita 
non è la morte, ma l’indifferenza; 
il contrario dell’intelligenza 
non è la stupidità, ma l’indifferenza 
E’ contro di essa che bisogna combattere con tutte
le proprie forze.
E per farlo un’arma esiste: l’educazione.
Bisogna praticarla. diffonderla, condividerla, esercitarla
sempre e dovunque.
Non arrendersi mai.

 Elie Wiesel 

venerdì 7 novembre 2014

d:foto



Il vento del cambiamento
Soffia dritto in faccia al tempo
Come una tempesta che suonerà la campana della libertà
(Scorpions - Wind of Change )


I cosiddetti Mauerspechte impegnati nell'abbattimento del Muro, Berlino, 11 novembre 1989 -
 © Röhrbein - Ullstein Bild - Archivi Alinari



Il 9 novembre 1989, il Consiglio dei Ministri della RDT decide l'apertura del Muro di Berlino e delle frontiere. Nell'euforia generale, migliaia di Berlinesi delle due parti della città si trovano sul Muro per celebrare la fine di 28 anni di separazione.
Quest'evento segna l'inizio del crollo del regime Est tedesco. L'implosione della sistema Socialista permette la riunificazione della Germania, il 3 ottobre 1990.

venerdì 11 aprile 2014

VETUS TERRA FELIX - Mostra D'arte Contemporanea

Vetus Terra Felix è il titolo della  Mostra d'Arte Contemporanea che si tiene  negli spazi espositivi di ArtZone , uno spazio  che accoglie una notevole  programmazione di eventi: musica, reading, teatro, arte. Il progetto  Vetus Terra Felix valorizza il territorio dell'antica Capua.
In collaborazione con ArtZone,  in centro storico a Santa Maria Capua Vetere, la mostra mette a confronto  realtà artistiche differenti promuovendo tutti i linguaggi dell'arte  e  forme espressive, favorendone lo scambio e l’incontro aperto. Vuole inoltre offrire la possibilità a giovani artisti di farsi conoscere da collezionisti, curatori e altri professionisti del mondo dell'arte.





REGOLAMETO 


Ogni artista dovrà inviare all’indirizzo mail gina.affinito@gmail.com
entro il termine ultimo fissato per il 18 Maggio 2014

il seguente materiale:

Foto dell’opera (formato jpg), coordinata da specifiche tecniche (titolo, misura, tecnica di realizzazione)
Breve curriculum e note biografiche
Eventuale sinossi dell’opera
Le opere selezionate dovranno pervenire – a cura e spese degli artisti – esclusivamente nelle sale dell’ArtZone in data da definire.
Si prega di contattare l’organizzazione al num 327.3463882 per eventuale consegna a mano, che sarà disposta e vagliata ad personam.
Le opere dovranno essere munite di attaccaglia o quanto altro che le renda “appendibili”.
L’organizzazione avrà il diritto di riprodurre, pubblicare, registrare e comunque utilizzare senza riserva alcuna ed in qualsiasi forma immagini, suoni e quant’altro relativo alle opere partecipanti, per la promozione dell’intero evento.

Articoli

L’artista partecipante concede agli organizzatori i diritti di riproduzione delle opere ai fini dell’archivio o di altre forme di comunicazione e attività dell’Organizzatore. Autorizza espressamente gli organizzatori, nonché i loro delegati, a trattare i dati personali trasmessi ex L.675/96 (Legge sulla Privacy) e successive modifiche D.Lgs.196/2003 anche ai fini dell’inserimento in banche dati gestite dalle persone suddette; autorizza gli organizzatori all’utilizzo del proprio nome e cognome su ogni forma pubblicitaria dell’evento (web, tv, radio, carta stampata, manifesti, locandine)

- L’Organizzazione pur assicurando la massima cura e custodia delle opere pervenute, declina ogni responsabilità per eventuali furti, incendi, danni di qualsiasi natura alle persone e alle opere che possano verificarsi durante tutte le fasi dell’evento (trasporto, giacenza, esposizione, restituzione). Inoltre si precisa il declino di tale responsabilità qualora si verificassero smarrimenti nelle opere inviate o ritardi nell’arrivo delle opere, oltre i termini indicati;

- Aderendo alla su citata Rassegna si conferma di aver preso visione ed atto del seguente Regolamento.
Per richiedere ulteriori informazioni che non siano indicate contattare la dott.ssa Gina Affinito ai numeri 327.3463882 o scrivere a gina.affinito@gmail.com  . Gina Affinito Art Curator






La mostra sarà inaugurata il Sabato 24 maggio h 19.00 e durerà fino al 17 Giugno 2014
Artzone – Piazza Mazzini 16, S. Maria Capua Vetere (CE) 
VETUS TERRA FELIX  è ideata e curata da Gina Affinito, Art Curator, Vicepresidente Nazionale del Centro Culturale Arianna.















giovedì 6 marzo 2014

d:Video



 Il Maam, è il museo dell’altro e dell’atrove,  animato da opere di grande interesse e di importanti interpreti, da Losvizzero a Tosatti. Questo  è il trailer del film su Metropoliz  diretto da Fabrizio Boni e Giorgio de Finis. 

(...) è una storia di fantascienza. Ma è anche una storia di convivenza, di condivisione e di impegno politico. È la storia di un'occupazione e di una provocazione artistica, di un'astronave e di un museo.
Metropoliz è una ex-fabbrica di salami abbandonata alla periferia di Roma, quadrante stellare di Tor Sapienza, uno di quei posti dimenticati da tutti che sembrano usciti da un film di Pasolini o di Tarkovskij. Un gruppo (dis)omogeneo di Italiani, Tunisini, Peruviani, Ucraini, Africani e Rom un giorno rompe il lucchetto del cancello della veccia fabbrica e decide di trasformare quel posto nella loro CASA. Ristrutturano, riparano, organizzano e abitano quello spazio, cercando di farne -- eroicamente e talvolta un po' rocambolescamente -- un luogo dove condurre una vita decorosa.
Ma i Metropoliziani sono costretti a lottare, perchè la gente della Terra non capisce come essi possano vivere felici, così fuori dalle regole. In fondo li temono e ne sono invidiosi. Stanchi di essere sempre sotto assedio, un bel giorno decidono di abbandonare le barricate e di sfuggire una volta per tutte alle spinte centrifughe della città che li pone ai margini della società civile, negandogli casa, lavoro, salute e diritti. Il loro progetto è semplice: costruire un razzo per andare a vivere sulla Luna. (...)

lunedì 30 dicembre 2013

sabato 5 ottobre 2013

The Special Need


La storia di Enea , un ragazzo disabile alla scoperta della sessualità , dopo due anni di ricerche e documentazione, e un anno e mezzo di raccolta fondi in giro per mezza Europa, è diventata The Special Need, un documentario, un dibattito tra famiglie, operatori e policy makers sulle possibili soluzioni al problema diffuso della sessualità nei soggetti disabili.

"Una delle cose che mi ha più colpito è stato proprio il fatto che tutte le preoccupazioni della famiglia e delle persone con cui avevamo parlato prima di partire per il nostro viaggio si siano rivelate completamente infondate: il timore che un'esperienza con un'assistente sessuale scoperchiasse una specie di vaso di Pandora, trasformando un'ossessione in un problema di difficilissima gestione - soprattutto in Italia - si è rivelato in realtà una preoccupazione volta più a proteggere chi stava attorno ad Enea che Enea stesso. Nel momento in cui la sua immaginazione si è finalmente potuta scontrare con l'esperienza, il problema non si è ingigantito a dismisura: si è praticamente dissolto." Carlo Zoratti



"Quello che vorremmo è che, finito di vedere il film, lo spettatore abbia la curiosità e la spinta di andare a conoscere altre persone come Enea, scardinando la definizione limitante del disabile in termini di mancanze, e superando l'idea che sono loro che dovrebbero riuscire ad adattarsi agli altri, con la voglia invece di fare il primo passo, di avvicinarsi, di saperne di più. E se funziona anche con una sola persona, beh, questo è il punto più alto che potevamo raggiungere." Carlo Zoratti, regista e co-protagonista del film
I disabili sono spesso visti come eterni bambini,  in Italia l'argomento  della loro sessualità è un tabù quasi insuperabile. 
http://www.thespecialneed.com/it

mercoledì 24 aprile 2013

Genocidio armeno


Civili armeni in marcia forzata verso il campo di prigionia di Mezireh,
 sorvegliati da soldati turchi armati. Kharpert, Impero Ottomano, aprile 1915.



Genocidio armeno , deportazione ed eliminazione di armeni negli anni 1915-1916 , viene commemorato  il 24 aprile .   
"La persecuzione scatenata, tra il 1915 e il 1918, dai turchi nei confronti del popolo armeno residente in Anatolia e nel resto dell’Impero Ottomano rappresenta forse il primo esempio dell’epoca moderna di sistematica soppressione di una minoranza etnico-religiosa.
Una campagna di eliminazione che non scaturì soltanto dell’ideologia, scopertamente razzista, del sedicente Partito “modernista e progressista” dei Giovani Turchi, ma trasse le sue origini più profonde anche dall’innata, anche se inconfessabile, insofferenza che i mussulmani ottomani e curdi di Anatolia hanno sempre manifestato nei confronti di una minoranza cristiana, quella armena, portatrice di valori religiosi e culturali semplicemente diversi."A. Rosselli

lunedì 22 aprile 2013

22 aprile 2013 Giornata della Terra - amore per la natura e il rispetto per la vita




43° anniversario della Giornata della Terra (in inglese Earth Day), la più grande manifestazione ambientale del pianeta.  Giornata dedicata alla terra per sensibilizzare quante più persone ai problemi legati all’inquinamento.
"per la prima volta nella storia, scienza e tecnologia ci permettono di comprendere l’ecologia della Terra e il nostro impatto su di essa, di controllare la crescita della popolazione e aumentare la capacità por- tante in modi che prima non si potevano neppure immaginare. Se facciamo le scelte giuste, la possibilità di vivere a lungo in equilibrio con la natura è a portata di mano. È un’occasione per interrompere un ciclo di conflitti e crisi durato milioni di anni."Steven LeBlanc e Katherine Register "Constant Battles ".
Di fronte al cambiamento climatico siamo tutti ambientalisti, per chi non ama considerarsi tale è una situazione difficile ma, sono migliaia le micro-organizzazioni  che lavorano e fanno la cosa giusta a livello locale e rappresentano lo stato di salute di un sistema che si cura da solo. 


"Sai che gli alberi parlano? Si, parlano l’uno con l’altro e parlano a te, se li stai ad ascoltare. Ma gli uomini bianchi non ascoltano. Non hanno mai pensato che valga la pena di ascoltare noi indiani, e temo che non ascolteranno nemmeno le altre voci della Natura. Io stesso ho imparato molto dagli alberi: talvolta qualcosa sul tempo, talvolta qualcosa sugli animali, talvolta qualcosa sul Grande Spirito." Tatanga Mani (da: Recheis-Bydlinski, Sai che gli alberi parlano?, Il Punto d’Incontro, 1994). 

lunedì 5 novembre 2012

Napoli - Festival del Cinema dei Diritti Umani




Torna oggi 5 novembre  a Napoli  la quinta edizione  del Festival del Cinema dei Diritti Umani , fino al 17 novembre 2012. Diversi luoghi della città e della provincia ospiteranno le proiezioni dei film e le iniziative del Festival  . La rassegna si avvale del patrocinio del sindaco e del Comune di Napoli e realizzato grazie al lavoro volontario di decine di associazioni napoletane impegnate quotidianamente sul territorio, coordinate da “Cinema e Diritti”. Due settimane di proiezioni accompagnate da incontri, dibattiti, reading, mostre e performance sui diritti universali organizzati in cinema, sale non convenzionali, biblioteche, università e scuole pubbliche. Tra i numerosi ospiti, testimoni di diritti negati provenienti dai quattro angoli del mondo, registi, giornalisti e sociologi.

 info : cinenapolidiritti.it/web.




lunedì 9 luglio 2012

La felicità silenziosa di un istante - André Kertész

Marc Chagall e la moglie Bella. Foto di Andre Kertesz, Parigi, 1929.



André Kertész (Budapest, 2 luglio 1894 – New York, 28 settembre 1985) è stato un fotografo ungherese. Ha però svolto la maggior parte della propria carriera artistica negli Stati Uniti d'America. Per il suo lavoro ricevette notevoli riconoscimenti e fu di ispirazione per importanti artisti e fotografi suoi contemporanei. Dimostrò come qualsiasi aspetto del mondo, dal più banale al più importante, meriti di essere fotografato. Carattere introverso, guidato principalmente dall'intuito, la sua opera è difficilmente classificabile. Nonostante la strada sia stata il soggetto principale e più stimolante delle sue fotografie, non era interessato alla cronaca o agli importanti eventi mondani, quanto alla possibilità di mostrare attraverso i grafismi delle moderne metropoli la felicità silenziosa di un istante.

mercoledì 4 luglio 2012

ASTE NIGUSIA BILBAO 2012


A Bilbao dal 21 al 28 agosto 2011, si celebra l'attesissima Aste Nagusia, la Semana Grande di Bilbao. Oltre trecento gli eventi che porteranno nella capitale basca oltre 100 mila persone.
Nelle piazze cittadine,concerti, spettacoli, teatro.
www.astenagusia.com/

domenica 8 aprile 2012

Stella di Mare - una storia d'amore


L’Amore mi ha spiegato ogni cosa, l’ amore ha risolto tutto per me. Perciò ammiro questo amore ovunque esso si trovi” (Papa Giovanni Paolo II)




“Stella di Mare”. un’opera cinematografica di soli 25 minuti di Salvatore Arimatea prodotto dall’Associazione SiddhArte in collaborazione con l’Associazione Italiana persone Down , racconta la storia d’amore tra due giovani ragazzi affetti dalla sindrome down Bartolo e Stella.
Una bellissima storia d'amore per riflettere sulla voglia di socialità e integrazione. Questo è l’obiettivo di «Stella di Mare»,il diritto alla felicità e il diritto soprattutto ad un futuro sempre più lungo e socialmente attivo di questi ragazzi. Un cambiamento culturale etico ed organizzativo che si deve sviluppare nell’opinione pubblica per far sì che i ragazzi, nel momento in cui si troveranno soli senza alcun supporto familiare, possano diventare autonomi nel gestirsi e perché no, nel coltivare delle vere e proprie passioni e vivere delle intense e struggenti storie d’amore come i protagonisti di “Stella di Mare”…



«Stella di Mare», in un corto la storia d'amore di due giovani down
Realizzato dal regista messinese Salvatore Arimatea, vede come protagonisti Alessio Isgrò e Mariagrazia Maisano

lunedì 2 aprile 2012

Armen Rotch- muri viventi dei nostri soffi diversi



Armen Rotch ( artista armeno) ha creato incredibili opere d'arte. Architetture viventi, pareti costruite con tracce del tempo vissuto. Strutture multiformi, organismi viventi che si moltiplicano, si diffondono e si deteriorano e, talvolta, cambiano la loro natura. Tutto ciò deforma le forme, si espandono e si concentrano . Simboli di un pensiero cosciente ,della propria fragilità. Uno spazio sensibile alla verità degli esseri e delle cose.




Lo spazio del tempo che l'infusione penetri nel corpo del "bevitore" e il respiro nel sacchetto, ogni volta è unico. A seconda della lunghezza della macerazione nel liquido e il metodo di asciugatura, si acquisisce un colore particolare unico diverso da ciascuno.
Ogni "bevitore" di bustine di tè , si ritrova accanto ad un altro sacchetto, "muri viventi" dei nostri soffi diversi, non sono composti da unità di dimensioni, ma direzioni imprevedibili e in movimento. Un muro la cui struttura è il piano unico, in basso e medio respiro, centro "di mezzo" dove tutto inizia a rinascere.


Le pareti viventi della Rotch non sono lì per resistere, per proteggere o difendere. La loro debolezza è la loro umanità. Essi sono il risultato di un dono e servono a fare vedere, sentire, o per meditare ...

info :http://armenrotch.blogspot.com




martedì 13 marzo 2012

Per un mondo più sostenibille


foto: Ruud Albers " Reti da pesca lasciate nei nostri mari"


" Non si può pensare di risolvere i problemi causati dal vecchio modo di pensare senza adottare nuovi strumenti culturali e nuove categorie di pensiero e di azione . (...)
Per uscire dalla crisi bisogna passare dalla società della crescita infinita e insostenibile a quella della decrescita felice e sostenibile . Bisogna cioè costruire , mediante scelte individuali e collettive , una nuova economia capace di creare valore economico in modo socialmente e ambientalmente sostenibile con l'obiettivo di ridurre l'utilizzo di combustibili fossili, il consumo di materie prime e la produzione di rifiuti."
Maurizio Pollante , Luca Salvi , Movimento per la decrescita felice

è possibile trarre energia solare da una busta della spesa?

domenica 11 marzo 2012

Ogni vita è un tempio



Sul tuo Volto ho guardato.
Dalla trasparente
sostanza sottile
ho visto fluire segni, emanazioni iridate,
note d’Amore intrecciate d’oro,
ombre di silenzio fugate da inni.
Allora mi sono trasformata in nota:
lasciai cadere una corona sul la
e la tenni alta davanti al tuo Volto
(Cristina Di Lagopesole)


"Vangelo: Gv 2,13-25
Casa di Dio è l'uomo: non fa­re mercato della vita! 
Non immiserirla alle leggi dell'e­conomia e del denaro. Non vendere dignità e libertà in cambio di cose, non sacrifi­care la tua famiglia sull'alta­re di mammona, non spre­care il cuore riducendo i suoi sogni a oro e argento. La tri­ste evidenza che oggi deter­mina il bene e il male, la nuova etica sostiene: più de­naro è bene, meno denaro è male. 
Sotto questa mannaia stolta passano le scelte, po­litiche o individuali. Ma «l'esistenza non è questione di affari. È solo danza, che na­sce dal traboccare dell'ener­gia» . 
Non fare mercato del cuore! 
Non sottometterlo alla leg­ge del più ricco, né ad altre leggi: quella del più forte, o del più astuto, o del più vio­lento. Leggi sbagliate che stanno dentro la vita come le pecore e i buoi dentro il tempio di Gerusalemme: la sporcano, la profanano. Fuori devono stare, fuori dalla casa di Dio, che è l'uo­mo. Profanare l'uomo è il peggior sacrilegio che si pos­sa commettere, soprattutto se debole, se bambino, il suo tempio più santo. 
I Giudei presero la parola: Quale segno ci mostri per fa­re queste cose? 
Gesù rispon­de portando gli uditori su di un altro piano: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò. 
Non per una sfida a colpi di miracolo, ma perché tutt'altro è il tempio di Dio: è lui crocifisso e ri­sorto, e in lui ogni fratello. Casa di Dio è la vita, tempio fragile, bellissimo e infinito. E se una vita vale poco, nien­te comunque vale quanto u­na vita. Perché Lui sulla mia pietra ha posato la sua luce."
Ermes Ronchi

giovedì 23 febbraio 2012

Paco Roca-Rughe

Storia toccante sull'alzheimer

Successo storico per il cinema di animazione e il fumetto: 'Rughe', lungometraggio tratto dal graphic novel dello spagnolo Paco Roca, ha vinto due premi Goya (il piu' importante riconoscimento cinematografico spagnolo), come miglior film d'animazione e come miglior adattamento. 'Rughe' ha superato nomi del calibro di Pedro Almodovar (con 'La pelle che abito'), Iciar Bollain ('Katmandu''), Benito Zambrano ('La voz dormida').




Emilio, un anziano direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer, è ricoverato dalla sua famiglia in una residenza per la terza età. In questo ambiente, egli apprende come convivere con i suoi nuovi compagni e con gli infermieri che li accudiscono, cercando di non sprofondare in una morbosa routine quotidiana.

La lotta contro la malattia è sorretta dalla volontà di mantenere la sua memoria e di evitare di essere portato all'ultimo piano, quello del non ritorno. La mancanza di memoria dai ricordi alle cose più semplici, come il saper mangiare o il vestirsi la mancanza di contatto con la realtà, il disagio dei famigliari e dei pazienti nei confronti della malattia, sono descritti con un misto di umorismo e commozione.

martedì 7 febbraio 2012

Un premio e un film per ricordare Nino Gennaro, intellettuale maudit con la voglia di cambiare il mondo



Il "Sicilia Queer filmfest",nel giugno scorso ha istituito un Premio intitolato a Nino Gennaro (1948-1995) come esempio di intellettuale siciliano eclettico e non allineato, coscienza civile scomoda e poetica. Con il documentario "La fine che non ho fatto", a lui dedicato da Ruben Monterosso e Federico Savonitto prodottto dalla Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia,si contribuisce con efficacia a riportare la figura di Nino Gennaro all'attenzione di un pubblico più ampio e consapevole.




«Nino Gennaro, poeta, attore, regista e autore teatrale, nasce a Corleone nel 1948 e muore a Palermo nel 1995. Attivista politico e culturale, fonda a Corleone negli anni '70 i primi circoli ricreativi e culturali, unendo studenti e disoccupati per discutere di libri, arte, e politica. Nel 1975 organizza a Corleone la prima festa della donna, e nel 1977 è tra i fondatori del Circolo popolare Placido Rizzotto. La sua omosessualità è fin da subito al centro del suo attivismo politico e della sua produzione intellettuale, e per questo Gennaro è particolarmente osteggiato dall'ambiente ristretto di Corleone e dominato da una cultura provinciale, perbenista e pseudo-mafiosa, non per questo trovando maggiore considerazione nei locali politici di sinistra. Negli anni '80 si trasferisce a Palermo e comincia a partecipare attivamente alle occupazioni della facoltà di Lettere, scrivendo le sue poesie su grandi tazebao che appende alle pareti della facoltà. Fonda la compagnia teatrale "Teatro Madre", che si avvale di attori non professionisti e gira per i quartieri popolari della città, mentre i suoi scritti cominciano a circolare più diffusamente, pubblicati da editori come Flaccovio o in maniera più clandestina nei circoli underground non soltanto palermitani. Nel 1986 è fra i fondatori del COCIPA (Comitato Cittadino di Informazione e Partecipazione) e fra gli ispiratori del Centro Sociale San Saverio, all’Albergheria, uno dei più deprivati quartieri del centro storico di Palermo, e collabora attivamente alla redazione di "Città Nuove", il primo giornale antimafia di Corleone. Nel 1987 si ammala di AIDS, ma non viene meno al suo impegno intellettuale, continuando a scrivere testi teatrali, canzoni e opere varie. Una divina di Palermo, La via del Sexo, O si è felici o si è complici sono alcuni tra i suoi spettacoli più noti, e continuano ad essere interpretati in tutta Italia grazie all'impegno della compagnia di Massimo Verdastro. I suoi scritti sono pubblicati dalle Edizioni della Battaglia e da Editoria & Spettacolo. Recentemente, il comune di Corleone ha deciso di non intitolare un centro sociale a Nino Gennaro "perché gay e drogato": e drogato di certo non era». (dal Catalogo del Sicilia Queer filmfest 2011, pag. 60)


“La fine che non ho fatto”
di Ruben Monterosso e Federico Savonitto
Martedì 7 Febbraio, ore 20.30
Centro Sperimentale di Cinematografia – Cantieri Culturali alla Zisa pad. n. 6
Via Paolo Gili 4 – Palermo
Introduce il film Alessandro Rais



domenica 5 febbraio 2012

Mano nella mano con l'Infinito

Georgia O’Keeffe: Abstraction

Mano nella mano con l'Infinito 

"Marco ci presenta il re­soconto della gior­nata- tipo di Gesù, ritmata sulle tre occupazioni preferite di Gesù: immerger­si nella folla e guarire, far sta­re bene le persone; immer­gersi nella sorgente segreta della forza, la preghiera; da lì risalire intriso di Dio e an­nunciarlo. Tutto parte dal do­lore del mondo. E Gesù toc­ca, parla, prende le mani. Il miracolo è, nella sua bellezza giovane, l'inizio della buona notizia, l'annuncio che è pos­sibile vivere meglio, trovare vita in pienezza, vivere una vita bella, buona, gioiosa. 
La suocera di Simone era a let­to con la febbre, e subito gli parlarono di lei. Miracolo co­sì povero di contorno e di pre­tese, così poco vistoso, dove Gesù neppure parla. Contano i gesti. Non cerchiamo di fronte al dolore innocente ri­poste che non ci sono, ma cerchiamo i gesti di Gesù. 
Lui ascolta, si avvicina, si ac­costa, e prende per mano. Ma­no nella mano, come forza trasmessa a chi è stanco, co­me padre o madre a dare fi­ducia al figlio bambino, co­me un desiderio di affetto. E la rialza. È il verbo della ri­surrezione. Gesù alza, eleva, fa sorgere la donna, la ricon­segna alla sua andatura eret­ta, alla fierezza del fare, del prendersi cura. 
La donna si alzò e si mise a servire. Il Signore ti ha preso per mano, anche tu fa lo stes­so, prendi per mano qualcu­no. Quante cose contiene u­na mano. Un gesto così può sollevare una vita! 
Quando era ancora buio, uscì in un luogo segreto e là pre­gava. 
Un giorno e una sera per pensare all'uomo, una notte e un'alba per pensare a Dio. Ci sono nella vita sor­genti segrete, da frequentare, perché io vivo delle mie sorgenti. E la prima di esse è Dio. Gesù assediato dal dolore, in un crescendo turbinoso (la sera la porta di Cafarnao scoppia di folla e di dolore e poi di vita ritrovata) sa inven­tare spazi. Ci insegna a in­ventare quegli spazi segreti che danno salute all'anima, spazi di preghiera, dove nien­te sia più importante di Dio, dove dirgli: Sto davanti a te; per un tempo che so breve non voglio mettere niente prima di te; niente per questi pochi minuti viene prima di te. Ed è la nostra dichiarazione d'a­more. Infine il terzo momen­to: Maestro, che fai qui? Tutti ti cercano! E lui: Andiamoce­ne altrove. Si sottrae, non cer­ca il bagno di folla. Cerca al­tri villaggi dove essere datore di vita, cerca le frontiere del male per farle arretrare, cer­ca altri uomini per farli star bene. 
Andiamo altrove a sollevare altre vite, a stringere altre ma­ni. Perché di questo Lui ha bi­sogno, di stringere forte la mia mano, non di ricevere o­nori. 
Uomo e Dio, l'Infinito e il mio nulla così: mano nella mano. E aggrapparmi forte: è que­sta l'icona mite e possente della buona novella."
padre Ermes Ronchi
V Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (05/02/2012)
Vangelo: Mc 1,29-39