domenica 24 agosto 2014

d: poesia






Che lo vogliamo o no
abbiamo solo tre alternative:
ieri, il presente, e domani.

E neppure poi tre
perché come dice il filosofo
ieri è ieri
ci appartiene solo nel ricordo:
alla rosa che ha perso le foglie
non puoi levarle un altro petalo.

Le carte da giocare
sono solo due:
il presente e il giorno di domani.

E neppure due
perché è un fatto ben stabilito
che il presente non esiste
se non nella misura in cui si fa passato
e già passò…
come la gioventù.

Riassumendo
ci resta solo il domani:
io sollevo la mia coppa
per questo giorno che non arriva mai
che però è l’unico
di cui realmente disponiamo.

Nicanor Parra 



Nicanor Parra nasce nella provincia cilena di Chillán, nel 1914, da una famiglia appassionata di musica e folclore. Sua sorella è la famosa Violeta Parra. Esordisce nel 1937 con Cancionero sin nombre, con un linguaggio colloquiale e prevalenza di temi popolari. Parra si situa in una posizione antitetica rispetto alla consolidata tradizione poetica cilena, quella di Pablo Neruda, Vicente Huidobro e Gabriela Mistral. Con il termine antipoesia, da lui coniato, respinge ogni registro alto e situa la poesia nel quotidiano, inserendovi il lessico dei mass media, facendo uso dell'ironia e della parodia, e aprendo così una strada nuova, che si diffonde ampiamente nei decenni successivi, trovando seguaci come Ernesto Cardenal e Roque Dalton. Oggi sono in molti a considerarlo il più importante poeta vivente di lingua ispanica. http://www.sagarana.net