domenica 1 marzo 2015

d : poesia






Rio Igarapé Cirilo


Racconta cose assurde l’estate

e noi tra i rifiuti, gli occhi umidi

dove la cenere inquina le mie ciglia

ho aperto gli occhi e ti ho visto,

niente mi appartiene, nemmeno il luccichio

del metallo raccolto, in un gran vortice

pieno d’immondizie e tra queste, due stelle

i tuoi occhi.


 Marcia Theophilo




"Nel mio lavoro ho cercato di fare una fusione fra memoria emotiva e culturale, tra poesia e documentazione, tra mondo arcaico e contemporaneo. Penso che senza la poesia non si possa raggiungere l’anima della foresta. Non a caso sono poeta antropologa. L’ultima catastrofe provocata in Amazzonia è un crimine contro la natura che ha le dimensioni di una tragedia. La biodiversità, le varietà di specie viventi, gli esseri umani e quelli che vivono nell’invisibile, le divinità e i miti si trasformano l’uno nell’altro. Anche la nostra cultura sparirà come le nostre parole. La terra è un organismo vivente di per sé, capace di generare la sua autodifesa. La foresta tropicale costituisce un ambiente biologico estremamente denso e vario sia per le sue forme di vita che per l’interazione esistente fra di loro. Una delle prime e fondamentali difese di questo patrimonio di vita è quella di studiare, documentare e inventariare questa biodiversità per conoscere tutto quello che c’è attualmente e quello che ancora potrà essere preservato.(...) "  Marcia Theophilo


Márcia Theóphilo è una poetessa e antropologa brasiliana. Ha studiato a Rio De Janeiro, San Paolo e Roma, dove si è laureata in antropologia, canditata al Premio Nobel per la letteratura,vincitrice del Premio Sandro Penna 2007/2008.