domenica 14 settembre 2014

d:poesia





L’INTERESSE D’AMORE

Lo potevamo vedere arrivare da sempre,
poi semplicemente fu qui, parallelo
al passeggio del giorno. A quel punto eravamo noi
a essere scomparsi, nella galleria di un libro.

Alzandoci tardi la sera, ci uniamo alla corrente
delle notizie di domani. Perché no? Diversamente
da alcuni altri, non abbiamo niente da chiedere né
da prendere in prestito. Siamo solo pezzi di geometria solida:

cilindri o romboidi. Una certa qual soddisfazione
ci è stata concessa. Certo, continuiamo a tornare
a richiedere ancora – è parte dell’aspetto “umano”
della parata. E ci sono territorio più scuri

aggiunti a matita, che dovremmo esplorare prima o poi.
Per ora basta che questo giorno sia finito.
Ha portato il suo carico di freschezza, l’ha scaricato
e se n’è andato. Quanto a noi, noi siamo ancora qui, no?





John Ashbery, ( Rochester ,New York, 1927 ) è unanimamente riconosciuto come il più importante poeta statunitense vivente. Ha scritto più di venti libri di poesia. Professore di letteratura al Bard College, vive tra New York e Hudson. Il suo primo libro pubblicato in Italia è del 1983, Autoritratto in uno specchio convesso, (Garzanti), con introduzione di Giovanni Giudici e traduzione di Aldo Busi, (Self-Portrait in a Convex Mirror)  con il quale Ashbery ha ricevuto nel 1975 tre premi prestigiosissimi: il Pulitzer Prize, il National Book Award e il National Book Critics Award.