giovedì 5 febbraio 2015

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Rodolfo Walsh ( 9 gennaio 1927 , Patagonia) Scrittore  argentino , dopo aver scritto alcuni romanzi polizieschi, come Variazioni in Rosso (1953), diventa famoso per Operación Masacre (1957), considerato un capolavoro del giornalismo investigativo. Il libro racconta una strage di civili compiuta l’anno prima dall’esercito per ordine del presidente, il generale Aramburu, come rappresaglia per un tentativo di rivolta peronista.Il libro è stato di recente ristampato dalla casa editrice "La nuova frontiera". 
Dopo la rivoluzione cubana si trasferisce a L’Avana,  collabora all’agenzia Prensa Latina, e conosce molti protagonisti di quegli anni, tra i quali Ernesto Che Guevara. A Cuba Walsh realizza il suo scoop più clamoroso, riesce a decifrare uno strano messaggio in codice e scopre che gli USA stanno addestrando esiliati cubani in Guatemala per tentare l’invasione della Baia dei Porci. Riesce così a sventare l’attacco di sorpresa.
Tre anni dopo torna in Argentina, continua la sua attività di scrittore e scrive anche opere teatrali di satira antimilitarista. Nel 1969 scrive ,Quien mató a Rosendo?, che a partire da un fatto di cronaca denuncia la degenerazione gangsteristica della burocrazia sindacale.  Nel 1973 Walsh   in clandestinità crea l’ANCLA (Agenzia di Notizie Clandestina) e si dedica a denunciare il terrorismo di Stato.




Il 29 settembre 1976 la figlia ventiseienne Vicki e altri quattro militanti dei Montoneros vengono sorpresi dall’esercito in una casa di Buenos Aires. Un soldato racconterà: «Il combattimento è durato un’ora e mezza. Un uomo e una ragazza sparavano dall’alto; la ragazza richiamò la nostra attenzione perché ogni volta che sparavano una raffica e noi ci gettavamo in terra lei rideva». Ma è una battaglia senza speranza e Vicki si uccide per non cadere viva in mano ai torturatori. Il 24 marzo 1977, primo anniversario del golpe, Rodolfo scrive Lettera aperta alla Giunta Militare, documento straordinario non solo per la circostanziata denuncia delle atrocità della dittatura, ma soprattutto perché il terrorismo di Stato viene chiaramente descritto come il presupposto necessario per imporre al Paese il neoliberismo più estremo. Ma a seguito della confessione di un prigioniero torturato i militari sono sulle sue tracce, e il giorno dopo, mentre diffonde il suo documento, viene intercettato dal Gruppo Operativo 3 dell’ESMA, famigerato centro di tortura e sterminio della dittatura. Rodolfo Walsh riesce a estrarre una pistola e spara. Sa di non avere speranze, ma non vuole farsi prendere vivo. Una raffica di mitra lo ferisce gravemente, e all’ESMA arriva già morto.