giovedì 24 gennaio 2013














  Lettera che il nuovo Sindaco di Lampedusa ha scritto all'Italia e
all'Europa.
Ogg: Lettera del Sindaco di Lampedusa



Sono il nuovo Sindaco delle isole di Lampedusa e di Linosa. Eletta a
maggio 2012, al 3 di novembre mi sono stati consegnati già 21 cadaveri di
persone annegate mentre tentavano di raggiungere Lampedusa e questa per me è
una cosa insopportabile. Per Lampedusa è un enorme fardello di dolore.
Abbiamo dovuto chiedere aiuto attraverso la Prefettura ai Sindaci della
provincia per poter dare una dignitosa sepoltura alle ultime 11 salme; il
Comune non aveva più loculi disponibili. Ne faremo altri, ma rivolgo a tutti
una domanda: quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?
Non riesco a comprendere come una simile tragedia possa essere
considerata normale, come si possa rimuovere dalla vita quotidiana l'idea,
per
esempio, che 11 persone, tra cui 8 giovanissime donne e due ragazzini
di 11 e 13 anni, possano morire tutti insieme, come sabato scorso, durante
un viaggio
che avrebbe dovuto essere per loro l'inizio di una nuova vita. Ne sono
stati salvati 76 ma erano in 115, il numero dei morti è sempre di gran lunga
superiore al numero dei corpi che il mare restituisce.
Sono indignata dall'assuefazione che sembra avere contagiato tutti,
sono scandalizzata dal silenzio dell'Europa che ha appena ricevuto il Nobel
della Pace e che tace di fronte ad una strage che ha i numeri di una
vera e propria guerra. Sono sempre più convinta che la politica europea
sull'immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per
calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il
viaggio sui barconi è
tuttora l'unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare
debba essere per l'Europa motivo di vergogna e disonore. In tutta questa
tristissima pagina di storia che stiamo tutti scrivendo, l'unico motivo di
orgoglio
ce lo offrono quotidianamente gli uomini dello Stato italiano che salvano
vite umane a 140 miglia da Lampedusa, mentre chi era a sole 30 miglia dai
naufraghi,
come è successo sabato scorso, ed avrebbe dovuto accorrere con le
velocissime
motovedette che il nostro precedente governo ha regalato a Gheddafi, ha
invece ignorato la loro richiesta di aiuto. Quelle motovedette vengono
però efficacemente utilizzate per sequestrare i nostri pescherecci, anche
quando pescano al di fuori delle acque territoriali libiche.
Tutti devono sapere che è Lampedusa, con i suoi abitanti, con le forze
preposte al soccorso e all'accoglienza, che dà dignità di esseri umani
a queste persone, che dà dignità al nostro Paese e all'Europa intera.
Allora, se questi morti sono soltanto nostri, allora io voglio ricevere i
telegrammi di condoglianze dopo ogni annegato che mi viene consegnato.
Come se avesse la pelle bianca, come se fosse un figlio nostro annegato
durante una vacanza".
Giusi Nicolini