venerdì 3 gennaio 2014

Cencio molle a chi?






 Il sogno di Serena Speranzini, di Giovanni Massari  e Luigi Bertazzoli,  ha preso vita. Il sogno si chiama: Agricoltura sociale, ritorno alla terra con tanto di addio alla occupazioni precedenti, in poco più di due ettari di terreno, a Corte Maddalena, Curtatone. "Cencio molle" è una società agricola che ha come scopo l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. In via Pilla si coltivano gli ortaggi nel modo più naturale possibile, utilizzando i cosidetti insetti utili e tenendo sott’occhio il risparmio idrico. La filosofia che i tre giovani mantovani stanno seguendo è quella della permacultura, una sintesi di ecologia, geografia, antropologia, sociologia e progettazione. Più semplicemente creare coltivazioni che si sappiano rendere ma, soprattutto rigenerarsi anche senza l’intervento dell’uomo (o comunque con quest’ultimo ridotto al minimo). Perché il prodotto, come dicono Serena, Giovanni e Luigi, deve essere sano, buono, etico. Perchè il progetto si chiama Cencio molle è presto detto.
Il "cencio molle" (abutilon theophrasti medicus) è una pianta originaria dell'Asia ma ormai diffusa in gran parte d'Italia. Può raggiungere oltre un metro d'altezza ed è una tenace infestante dei campi per la quantità di semi che produce e per la capacità di propagarsi tramite gli ingranaggi dei mezzi agricoli. «Per il nostro modo di concepire l'agricoltura, basato sul rispetto dell'ambiente e della biodiversità, ci siamo chiesti se questa pianta, contro la quale vengono impiegati diserbanti e prodotti chimici a volontà, potesse in realtà avere una sua utilità e quale fosse, come per tutte le specie vegetali, il suo apporto nell'ecosistema - spiegano i tre ragazzi, che hanno costituito la società agricola pochi mesi fa - Abbiamo scoperto che il cencio molle facilita la cicatrizzazione delle ferite, è un antinfiammatorio e, come tisana, favorisce la digestione e la diuresi. In Cina da molti secoli se ne usano le fibre, robustissime, per creare corde, spaghi, reti da pesca, panni grezzi, carta. Sia i semi che le foglie sono fonte di cibo, soprattutto nella regione del Kashmir. Il cencio molle è dunque una metafora del nostro fare agricoltura sia a livello sociale che a livello ambientale». Capita l'antifona? In fondo spesso ci si sente cenci molli...o no? Auguriamo alla azienda agricola di diventare presto una solida realtà economica.