giovedì 5 luglio 2012

Hiroshi Sugimoto





Fotografo ed artista giapponese, nel 1974 riceve il BFA in Fine Arts presso l’Art Center College of Art and Design in Los Angeles, di seguito si stabilisce a New York.
Fortemente influenzato da Marchel Duchamp ed interessato all’architettura del XX°secolo, il suo lavoro è diviso in serie con diverse tematiche. Utilizza una camera 8×10 a grosso formato e le sue lunghe esposizioni l’hanno acclamato come fotografo dalle elevate qualità tecniche.
Nel 1976 inizia il suo lavoro chiamato “Dioramas”, nel quale fotografa attraverso i vetri dei vari “stands” del Museo di Storia Naturale di New York. Gli animali all’interno delle immagini, se non esaminati attentamente, dichiarano la loro veridicità. Nel 1999 con la sua serie “Portraits” utilizza un’idea simile alla precedente e fotografa, all’interno del Museo delle cere, Enrico VIII e le sue mogli.

"È vero che la fotografia giapponese mette in risalto una cultura ben specifica, e visiva in particolare. Basta guardare anche solo alcune stampe giapponesi per comprendere quanto i codici siano diversi dai nostri. I giapponesi sono più sensibili ai simboli. Amano la semplicità e la forma assume per loro un’importanza particolare. Nella fotografia è spesso il contrasto tra bianco e nero a essere privilegiato. Si può aggiungere che c’è anche una preoccupazione a non scioccare e una volontà di trovare sempre la buona distanza. Pudore e discrezione potrebbero essere le parole chiave di questa cultura visiva." (Eugenia Bertelè)


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