domenica 9 febbraio 2014

d:poesia

Rick Bortnick 


È impossibile dire che razza di urlo sia il mio:

è vero che è terribile 
- tanto da sfigurarmi

i lineamenti rendendoli

simili alle fauci di una bestia - ma è anche,

in qualche modo, gioioso, tanto da ridurmi come

un bambino. 
È un urlo fatto per invocare l’attenzione di qualcuno 
o il suo aiuto; ma anche, forse, per bestemmiarlo.
È un urlo che vuol far sapere, in questo luogo

disabitato,

che io esisto,oppure, che non soltanto esisto,
ma che so.

È un urlo in cui in fondo all’ansia
si sente qualche vile accento di speranza:
oppure un urlo di certezza, assolutamente assurda,
dietro a cui risuona, pura, la disperazione.

Ad ogni modo questo è certo: che qualunque cosa
questo mio urlo voglia significare,
esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine.


Pier Paolo Pasolini, Teorema, Garzanti, Milano (1968)