domenica 16 marzo 2014

d : poesia











Con la tua mano tocchi
il linguaggio sovrano
Vi è un sogno
oltre ogni forma di violenza
L’architettura del mondo sotterraneo risplende
di raggi scuri
Di fronte alla paura
hai solo la compassione, che vede

*
Quando Cantor dice che la libertà
è l’essenza della matematica, capisco cosa intende
Quella non ha limiti né fine
Ma è di per sé anche il limite
dell’indeterminato. Ho anche visto la matematica
come un cristallo, che cresce. E perciò,
come un carcere Il supercarcere che cresce
Tutti vi sono rinchiusi La differenza non esiste
E tuttavia, la sensazione che ogni formalizzazione
mi rinchiuda, benché la ragione dica
che così dev’essere, se dobbiamo capire
qualcosa Sempre più profondo nel logos
profondo Il suo sottosuolo Il suo cielo Nemmeno qui
ci sono differenze. La formalizzazione
ultima? Non esiste Come ogni giorno
è l’ultimo giorno Seguiamo la libertà a cui ci costringe


 Goran Sonnevi