venerdì 20 gennaio 2012

Diversità culturale- un gioco da ragazzi


Diversità. Nella nostra lingua, come abbiamo detto, questa parola contiene in sè un destino di allontanamento, di separazione, di isolamento.
Non ci sono ricette facili per andare incontro agli altri e vivere la differenza come una ricchezza, e per questo serve un dialogo continuo tra mondi di qua e mondi di là.
Se parliamo di diversità tra culture, dobbiamo sapere che ci sono molti ostacoli linguistici che vanno al di là del codice linguistico che usiamo: si può parlare la stessa lingua ma in modi molto diversi, che portano a fraintesi e incomprensioni. E la comunicazione interculturale richiede un’orecchio linguistico attento per sintonizzarsi con l’altro e distinguere i veri significati dal rumore di fondo.
Un buon modo per parlare di differenze culturali con i bambini può essere quello di avvicinarli ai simboli culturali e religiosi. Per scoprire ad esempio che sono comuni a culture in conflitto, come quella araba e quella ebraica.
la parola hamsa deriva dalla parola araba per il numero 5 e sta ad indicare le 5 dita della mano. Per l’Islam, l’ hamsa rappresenta la mano di Fatima, figlia di Maometto. Nella tradizione ebraica, l’hamsa è la mano di Miriam, sorella di Mosè, ma può rappresentare anche i cinque libri che compongono la Torah. Nel mondo Cristiano, nell’hamsa si riconosce la mano di Maria, madre di Gesù”.
Con i bambini, si possono costruire bellissime hamsa, come quelle della foto, e giocare con le differenze, in questo caso, significa scoprire che non siamo poi così diversi.
Jessi


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