martedì 7 febbraio 2012

Un premio e un film per ricordare Nino Gennaro, intellettuale maudit con la voglia di cambiare il mondo



Il "Sicilia Queer filmfest",nel giugno scorso ha istituito un Premio intitolato a Nino Gennaro (1948-1995) come esempio di intellettuale siciliano eclettico e non allineato, coscienza civile scomoda e poetica. Con il documentario "La fine che non ho fatto", a lui dedicato da Ruben Monterosso e Federico Savonitto prodottto dalla Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia,si contribuisce con efficacia a riportare la figura di Nino Gennaro all'attenzione di un pubblico più ampio e consapevole.




«Nino Gennaro, poeta, attore, regista e autore teatrale, nasce a Corleone nel 1948 e muore a Palermo nel 1995. Attivista politico e culturale, fonda a Corleone negli anni '70 i primi circoli ricreativi e culturali, unendo studenti e disoccupati per discutere di libri, arte, e politica. Nel 1975 organizza a Corleone la prima festa della donna, e nel 1977 è tra i fondatori del Circolo popolare Placido Rizzotto. La sua omosessualità è fin da subito al centro del suo attivismo politico e della sua produzione intellettuale, e per questo Gennaro è particolarmente osteggiato dall'ambiente ristretto di Corleone e dominato da una cultura provinciale, perbenista e pseudo-mafiosa, non per questo trovando maggiore considerazione nei locali politici di sinistra. Negli anni '80 si trasferisce a Palermo e comincia a partecipare attivamente alle occupazioni della facoltà di Lettere, scrivendo le sue poesie su grandi tazebao che appende alle pareti della facoltà. Fonda la compagnia teatrale "Teatro Madre", che si avvale di attori non professionisti e gira per i quartieri popolari della città, mentre i suoi scritti cominciano a circolare più diffusamente, pubblicati da editori come Flaccovio o in maniera più clandestina nei circoli underground non soltanto palermitani. Nel 1986 è fra i fondatori del COCIPA (Comitato Cittadino di Informazione e Partecipazione) e fra gli ispiratori del Centro Sociale San Saverio, all’Albergheria, uno dei più deprivati quartieri del centro storico di Palermo, e collabora attivamente alla redazione di "Città Nuove", il primo giornale antimafia di Corleone. Nel 1987 si ammala di AIDS, ma non viene meno al suo impegno intellettuale, continuando a scrivere testi teatrali, canzoni e opere varie. Una divina di Palermo, La via del Sexo, O si è felici o si è complici sono alcuni tra i suoi spettacoli più noti, e continuano ad essere interpretati in tutta Italia grazie all'impegno della compagnia di Massimo Verdastro. I suoi scritti sono pubblicati dalle Edizioni della Battaglia e da Editoria & Spettacolo. Recentemente, il comune di Corleone ha deciso di non intitolare un centro sociale a Nino Gennaro "perché gay e drogato": e drogato di certo non era». (dal Catalogo del Sicilia Queer filmfest 2011, pag. 60)


La fine che non ho fatto
di Ruben Monterosso e Federico Savonitto
Martedì 7 Febbraio, ore 20.30
Centro Sperimentale di Cinematografia – Cantieri Culturali alla Zisa pad. n. 6
Via Paolo Gili 4 – Palermo
Introduce il film Alessandro Rais



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