domenica 18 marzo 2012

RYAN GANDER alla alla Fondazione Morra Greco




Ryan Gander ( Chester 1976), vive e lavora a Londra. Nel 2006 ha ricevuto il Dena Foundation Art Award per il suo impegno in progetti di forte rilevanza sociale e sensibili alle problematiche riguardanti la natura e il pianeta. La sua produzione comprende film, foto, sculture, libri, installazioni e performance; inoltre è spesso ospite in veste di relatore in scuole d’arte in Europa e scrive regolarmente per periodici d’arte e design. Gander crea opere spesso invisibili, sfuggenti, che raccontano storie difficili da cogliere.





“L’ispirazione di un artista spesso richiede l’assenza di attività così come il mantenersi occupato. Quante volte abbiamo sentito luoghi comuni sulla complessità compositiva di un quadro o sull’eccessiva revisione di un testo, così come di un concetto reso incomprensibile dalla macchinosità del suo stesso significato. Spesso l’ispirazione appare proprio quando ci fermiamo e ci allontaniamo, facciamo un giro in macchina, stiamo seduti in un pub con gli amici, mettiamo su un disco e prepariamo una tazza di tè – in quei momenti in cui permettiamo al mondo di entrare in noi – ed è in quei momenti che la polvere magica inizia a scendere. Quando una giornata è buona, quando il rubinetto è completamente aperto, l’ispirazione può arrivare dando palpitazioni al cuore e eccitazione che ti prende allo stomaco e ti fa piegare in due dalla sorpresa. Credo che questo sia un primo passo per spiegare perché sia un tale privilegio essere un artista. Il resto della creazione, ad ogni modo, avviene all’interno dello studio: fissare il foglio bianco con la paura di fare la prima mossa, continuare a girarlo e rigirarlo alla ricerca dell’ispirazione. Io non sono un uomo superstizioso per natura, ma so cosa sia un blocco creativo e so che non bisogna mai nominarlo.”





Ryan Gander «Lost in my own recursive narrative», alla Fondazione Morra Greco, Napoli fino al 18 maggio 2012
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